Influenza A, l’Emilia Romagna si prepara ad affrontare il picco pandemico


BOLOGNA, 8 SET – “Sono più i costi economici e sociali che le preoccupazioni sanitarie”. Queste le conseguenze del virus H1N1 secondo l’assessore regionale alle Politiche per la salute Giovanni Bissoni. Un’influenza dalla quale si guarisce senza conseguenze la cui caratteristica principale sarà quella di essere molto diffusa. “In Emilia-Romagna lo scenario peggiore che si potrebbe verificare è di un milione di contagiati, cioè il 25% della popolazione”. Con queste parole Bissoni ha fatto il punto della situazione su come il servizio sanitario regionale si sta organizzando per affrontare il picco della nuova influenza.Un piano straordinario, quello regionale, che prevede appunto, nell’ipotesi peggiore, di far fronte a un numero di casi doppio rispetto a quelli delle ultime epidemie influenzali. Medici di base, guardia medica e reparti negli ospedali dovranno affrontare il picco, che secondo le autorità regionali ci sarà fra la fine di novembre e la metà di dicembre, quando si prevede che ci potranno essere anche 1000-1500 ricoveri in più alla settimana rispetto ad una media di 8.000. Sbagliato creare allarmismi. L’assessore Bissoni, insieme al responsabile di sanità pubblica Pierluigi Macini, ha sottolineato che la nuova influenza ha un decorso assolutamente benigno (si manifesta con febbre, brividi e dolori articolari) nella stragrande maggioranza di casi. L’invito, dunque, è a non farsi prendere dal panico, ma consultare il medico che valuterà se visitare il paziente, limitarsi a prescrizioni al telefono e nei casi più gravi consigliare il ricovero o una cura specialistica. "La drammatizzazione può rendere più complicato il lavoro di tutti – ha ammonito l’assessore – e l’assalto al pronto soccorso non serve, rischia di peggiorare la qualità del servizio oltre al pericolo di contrarre davvero il virus H1n1". Finora i casi accertati in Emilia-Romagna – ha precisato Macini – sono stati 410, 1269 in totale quelli sospetti. Quattro i casi più gravi. Oltre al ragazzo di Parma ricoverato a Monza e alla disabile cinquantenne di Cesena, ci sono stati due casi seri a Bologna con i pazienti con assistenza ventilatoria che si sono risolti positivamente. Nelle ultime settimane la percentuale dei ricoveri sui casi segnalati è attorno al 3.9- 4.5%. Fra le misure prese dall’assessorato per far fronte all’espandersi dell’epidemia c’è anche il potenziamento delle macchine per la circolazione extracorporea risultata decisiva per salvare la vita al giovane di Parma ricoverato a Monza. Due sono al S. Orsola che ne riceverà altre due di ultima generazione, mentre l’altro presidio che ne verrà dotato è l’ospedale Maggiore di Parma. Verrà potenziata l’attività della guardia medica, mentre medici di base e pediatri verranno coinvolti da un accordo quadro a livello nazionale.Per quanto riguarda la vaccinazione, Bissoni ha spiegato che la Regione è pronta, ma sulle modalità si attendono le decisioni del ministero e proprio domani c’è un incontro a Roma. “Ci sono alcuni nodi da sciogliere – ha chiarito – che riguardano i ragazzi al di sotto dei 18 anni o solo quelli a rischio, le donne in gravidanza ed i pazienti cronici”. “Noi forniremo il nostro contributo ma alla fine ci atterremo agli indirizzi nazionali”. Il piano predisposto finora prevede comunque due fasi: la prima per 400 mila persone che comprende il personale sanitario e le persone a rischio fra i 2 ed i 65 anni. La seconda, tutte le persone di età compresa fra 2 e 27 anni per circa un altro milione di persone. In totale dunque la vaccinazione dovrebbe riguardare il 40% della popolazione. E’ confermato – lo ha spiegato Macini – che il contagio colpisce di più i giovani e i bambini al di sotto dei 20 anni (57%), mentre solo il 2% dei casi riguarda persone al di sopra dei 60 anni.Per quanto riguarda la scuola, Bissoni ha chiarito che non ci saranno provvedimenti nazionali di chiusura o sospensione dell’attività, che parte regolarmente la prossima settimana. Gli eventuali provvedimenti – ha aggiunto – saranno presi sulla base di situazioni locali, anche “se i criteri per sospendere le lezioni verranno messi a punto a livello nazionale”. Infine a breve ci sarà un incontro fra le autorità sanitarie e l’assessore regionale Giovanni Sedioli per definire una campagna informativa specifica per le scuole.

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