Inflazione in leggero calo


Inflazione in leggero calo a Bologna e a Modena. Nel capoluogo di regione, nel mese di giugno 2014 l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività ha fatto registrare una variazione mensile del -0,5% ed un tasso tendenziale in diminuzione al +0,2% (dati provvisori). Nel mese di maggio 2014 la variazione mensile era risultata del +0,1% e il tasso tendenziale del +0,9% (dati definitivi). La divisione dell’alimentazione fa registrare una variazione mensile nulla, effetto della compensazione tra incrementi e riduzioni di prezzo delle classi che la compongono. Tra gli aumenti maggiori segnaliamo quelli della “Frutta” (+4,9%), dei “Pesci e prodotti ittici” (+0,8%) e delle “Acque minerali, bevande analcoliche e succhi di frutta” (+0,5%); tra i cali spiccano quelli dei “Vegetali” (-3,4%), delle “Carni”, di “Latte, formaggi e uova” e di “Olii e grassi” (tutte a -0,3%). Il tasso tendenziale cala di mezzo punto percentuale, portandosi al -0,3%. Il tasso tendenziale sale al +1%. Per “Abbigliamento e calzature” la variazione mensile è risultata pari al -0,1%. In aumento le spese condominiali, ma anche il gasolio da riscaldamento. In calo dei prodotti farmaceutici, -0,2% la variazione mensile. Il settore ” Trasporti” registra la variazione mensile piu elevata: +0,6%. In aumento soprattutto i trasporti aerei e marittimi, ma anche i carburanti e lubrificanti. In calo gli apparecchi telefonici e telefax.

L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), calcolato nel mese di giugno 2014 dal servizio Statistica del Comune di Modena, ha fatto registrare una variazione del + 0,3 per cento su base tendenziale annua e – 0,6 per cento su base congiunturale rispetto al mese di maggio. Secondo i dati del mese rilevati per le 12 divisioni prese in esame, due sono quelle rimaste invariate (“Istruzione” e “Abbigliamento e calzature”), mentre la variazione percentuale in aumento più consistente è stata registrata alla divisione “Trasporti” (+ 0,7%). Al suo interno sono in aumento automobili, pneumatici per auto, riparazione auto, e le tariffe per il trasporto aereo e marittimo, (attribuibili a fattori di natura stagionale e rilevate direttamente dall’Istat). Lievi diminuzioni hanno riguardato la spesa per il trasporto passeggeri su rotaia e l’acquisto di ciclomotori. Aumento (+ 0,5 %) anche per la divisione “Ricreazione, spettacolo e cultura”,mentre calano grandi e piccoli elettrodomestici e prodotti per la pulizia della casa. La diminuzione percentuale più consistente per giugno riguarda la divisione “Servizi ricettivi e di ristorazione” che, dopo aver registrato aumenti del + 2 per cento sia in aprile che in maggio, scende del 4,6 %, in particolare per il calo delle tariffe alberghiere. In diminuzione anche “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (- 0,4%). Dopo l’aumento congiunturale rilevato nel mese scorso, la divisione registra nel mese di giugno il quarto valore negativo dall’inizio dell’anno. Risultano in diminuzione carni, pesci, olii e grassi, ortaggi, zucchero e dolciumi. In aumento, invece, la frutta fresca. Stesso calo (- 0,4%) per la divisione “Abitazione, acqua, energetici”, attribuibile alle diminuzioni registrate sui canoni di locazione delle abitazioni di privati e sulle spese condominiali.

“La ormai cronica bassa inflazione, prossima allo, zero è un elemento di fortissima preoccupazione perché minaccia seriamente la ripresa dell’economia. I rischi sono seri ed enormi. Una tendenza contenuta dei prezzi potrebbe infatti rappresentare un elemento confortante se fosse accompagna alla crescita, ma risulta invece assai dannosa in un contesto di stagnazione in cui versa da tempo la nostra economia”. Così il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, commenta i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat secondo cui a giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,3% nei confronti di giugno 2013, in rallentamento rispetto a maggio (+0,5%). Secondo Longobardi “sono indispensabili, a questo punto, tutte le misure annunciate nelle scorse sett imane dalla Banca centrale europea, dall’acquisto di titoli pubblici alla liquidità aggiuntiva girata agli istituti in modo da favorire la ripartenza del credito alle famiglie e alle imprese”.

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