Industria, la ripresa non è un miraggio


8 FEB. 2011 – Pure la fortuna dei distretti, come quella delle singole aziende, è legata alla loro capacità di raggiungere i mercati più dinamici, anche se territorialmente lontani. La conferma arriva dai dati elaborati dal servizio studi di Intesa San Paolo relativi ai dieci distretti più strutturati dell’Emilia Romagna. Le rilevazioni del terzo trimestre del 2010 testimoniano che, già nella seconda metà dell’anno scorso, si andavano consolidando i segnali di ripresa del sistema ancorati all’accelerazione dell’export.Il distretto in assoluto più dinamico è risultato essere quello delle macchine per l’imballaggio di Bologna che ha fatto registrare una crescita delle esportazioni superiore al 25%, con performance brillanti soprattutto in Cina. In chiaroscuro i distretti modenesi: bene il ceramico che, pur a fronte di un mercato domestico stagnante, sta migliorando i propri rendimenti sui mercati stranieri mettendo a segno, nel periodo preso in considerazione dalla ricerca, una crescita dell’8%. Appena positivo il distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia che si ferma a un +0,4% di crescita degli scambi con l’estero.In contrazione, invece, le esportazioni del biomedicale della Bassa modenese che chiudeva il terzo trimestre del 2010 con un -6,7% e quello della maglieria e abbigliamento di Carpi con addirittura un -13%, performance negativa ancora più stridente se confrontata con il segno positivo dell’analogo distretto tessile del riminese che aveva centrato un +23%.In crescita sono soprattutto i cosiddetti “nuovi mercati” come Cina, India, Russia e Brasile che gli analisti considerano destinati ad assumere un peso sempre maggiore sia come importatori che come esportatori. Nota davvero dolente, anche secondo questa rilevazione, rimane il fronte occupazione: il mercato del lavoro, in regione, è ancora purtroppo sotto il segno della cassa integrazione.

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