Indagine Sole 24 ore, la mappa della crisi


 

La peggiore è Rimini, la migliore Modena. Nella classifica dell’Italia in crisi stilata dal Sole 24 ore lo scenario è questo. Secondo la graduatoria finale (che prende in considerazione le province in cui la crisi ha colpito di più dal 2007 al 2013 e tenendo conto di un indicatore da 100 – crisi più accentuata- a 1 – crisi meno forte), Rimini è la provincia che nell’Emilia Romagna registra le performance peggiori con un indicatore pari a 58,2%. Seguono Piacenza (56,7) e Ferrara (55,8). Migliori performance, invece, a Parma (43,6), Ravenna (41,9) e Bologna a 41,5. Le migliori sono Forlì-Cesena a 39,2 e Reggio Emilia con un indicatore pari a 37,7. Ma sul podio (il più alto in regione e medaglia di bronzo a livello nazionale) c’è Modena con un indicatore pari a 32,2. Spulciando tra i vari indicatori, a colpire è quello relativo alla disoccupazione. Tra le province con le performance peggiori a livello nazionale, infatti, si trovano ben sei province emiliano-romagnole su nove: Ferrara, Piacenza, Bologna, Ravenna, Parma e Reggio Emilia.
Concentrandosi su Modena si osserva come brilli in chiave positiva tra quelle province che sono riuscite a fare la differenza dal fallimento Lehmann Brothers ad oggi. Così, anche se molti modenesi faticano a crederlo, all’ombra della Ghirlandina la crisi si è sentita molto meno che in altre parti. Sì perchè proprio Modena è al 101esimo posto, terzultima in classifica, tra le provincie in cui la crisi ha colpito di più. Ribaltando il dato, quindi, è terza tra quelle realtà in cui la crisi si è sentita meno. Con un punteggio di 32,2, subito dopo Vicenza e Bolzano, Modena sale così sul podio grazie ad alcuni importanti indicatori. Reddito, depositi, prestiti, disoccupazione, ma anche costi delle case, acquisti di beni durevoli e rifiuti, veri e propri indici di resistenza alla crisi. Il quotidiano economico ricorda che in sette anni di crisi il tasso di disoccupazione è raddoppiato salendo al 12,2%. Nella top ten delle città con performance peggiori, figurano praticamente tutte le città emiliane ad esclusione di Modena, segno che sotto la Ghirlandina le aziende hanno retto meglio di altre. Anche i depositi in banca sono saliti come scelta di risparmio. Molte le famiglie che, disorientate e preoccupate, hanno preferito parcheggiare in banca i propri risparmi, così i depositi pro capite sono cresciuti di quasi il 70%. Modena deve invece molta della sua ”fortuna” al volume dei prestiti personali, cresciuto mediamente da 12.554 a 15.401 euro. Migliore performance a livello nazionale, in netta controtendenza coi timori diffusi del manifestarsi di un credit crunch nel Belpaese. Bene anche la produzione di rifiuti, altro case history positivo di resistenza alla depressione del 2007-13: Modena è al 7° posto, con un aumento da 624,7 tonnellate del 2009 a 659,5 del 2012, sintomo dei consumi che crescono. Tutto questo mentre su scala nazionale cala l’acquisto di beni durevoli, reggono solo quelli tecnologia, si sono quasi dimezzate le immatricolazioni e si ridimensionano addirittura gli scontrini in farmacia. Ne i sette anni più duri per i consumi, buone notizie arrivano però dai dati disaggregati relativi all’Emilia Romagna. Proprio la nostra Regione vede una variazione pari a zero, quindi stabile, della spesa media mensile delle famiglie dove Modena sembra proprio essere capofila.
Ma anche Bologna ha resistito abbastanza bene alla crisi. A dirlo è la classifica del Sole 24 Ore in edicola questa mattina con un’indagine che mette a punto sulla base di dieci indicatori un vero e proprio indice di “resistenza” alla crisi economica. In testa alle province italiane dove la crisi si è fatta sentire di più ci sono Viterbo che è prima; quella che ne ha risentito di meno è Vicenza, 103esima. Bologna si piazza 81esima. Il quotidiano economico ricorda che in sette anni di crisi il tasso di disoccupazione è raddoppiato salendo al 12,2%. A Bologna il tasso di disoccupazione nel 2007 era pari al 2, 49% mentre nel 2013 è arrivato ad 8, 42% con una variazione percentuale del 237,7. Tra i settori presi in considerazione anche la casa con il conteggio dei prezzi medi di vendita al metro quadro per un appartamento di 100 metri in zona semicentrale nei capoluoghi. Il prezzo in sette anni di crisi a Bologna è sceso del 9,9%. Infine il numero di auto immatricolate nel 2007 era pari a 52.884, nel 2013 è sceso a 27.342 con un – 48,3 % .

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