Incidente ferroviario di Crevalcore: “Vogliamo solo capire”


BOLOGNA, 12 MAG. 2009 – Non si vuole contestare la magistratura ma "solo capire". Così il presidente dell’associazione Comuni per il raddoppio della linea Bologna-Verona, Mauro Bosi, commenta la sentenza emessa ieri dal gup di Bologna, che ha assolto i 10 dirigenti delle Ferrovie dello Stato imputati per l’incidente ferroviario di Bolognina di Crevalcore, dove il 7 gennaio 2005 si scontrarono un treno interregionale e uno merci provocando 17 morti e decine di feriti. "La sentenza sul disastro di Crevalcore lascia increduli e interdetti – è il giudizio di Bosi in una nota – Non si vuole contestare la magistratura, né dire che la sentenza è inaccettabile, ma siamo convinti che l’accertamento delle vere cause del disastro possa anche solo in minima parte lenire l’angoscia di chi ha perso un proprio caro, vorremmo solo capire". In particolare, il presidente si chiede "perché quei lavori di raddoppio non partivano mai, tant’é che i Comuni dell’intera linea si dovettero associare 15 anni fa per chiedere fortemente il completamento dell’opera". Oppure capire "perché pur conoscendo il livello di insicurezza della linea storica a binario unico, che attraversa una zone più nebbiose dell’Italia settentrionale, una volta sbloccati i finanziamenti i lavori hanno progredito con immani ritardi?". E ancora comprendere "perché, nelle tragedie la colpa è sempre e solo degli anelli più deboli della catena, mentre chi è a capo delle grandi responsabilità e delle grandi scelte la fa sempre franca, accampando poi motivazioni statistiche" e poi "se oggi, a raddoppio pressoché ultimato (manca solo l’attivazione del secondo binario sul nuovo ponte sul Po) siamo davvero a posto con la sicurezza".

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