Inchiesta Why Not: Romano Prodi non è neppure indiziato


CATANZARO, 23 FEB. 2009 – Dalle indagini fatte "può escludersi che l’onorevole Romano Prodi abbia mai fatto parte di quel gruppo di persone indicato quale ‘comitato di San Marino’: dette persone erano solo di area politica riconducibile all’onorevole Prodi". E’ uno dei passaggi più significativi della richiesta con cui la Procura generale di Catanzaro ha proposto al gip l’archiviazione della posizione dell’ex premier e di altre nove persone nell’ambito dell’inchiesta Why not.Inoltre, i dati acquisiti, è scritto nelle 36 pagine della richiesta al gip, "non consentono in alcun modo di ritenere la sussistenza di un effettivo coinvolgimento dell’ex premier nelle manovre affaristiche di Antonio Saladino", l’ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria nei confronti del quale è stato emesso avviso di conclusione indagini insieme ad altre 105 persone. Al riguardo, gli inquirenti evidenziano come le ipotesi accusatorie per Prodi si basino su dichiarazioni de relato e comunque "generiche e vaghe ed inidonee a fornire dati concreti sui presunti favori di Prodi a Saladino". I magistrati della Procura generale scrivono che deve essere "rigorosamente escluso" che la dimostrazione di rapporti politici "fra gli indagati costituiscano di per sé elementi di reità "; inoltre, gli accertamenti eseguiti sui tabulati telefonici di Prodi da Gioachino Genchi, consulente dell’ex pm Luigi De Magistris, non sono utilizzabili processualmente. Infine, gli inquirenti, sottolineano come gli ulteriori accertamenti compiuti dopo l’avocazione su alcune società "non hanno evidenziato" a carico di Prodi "alcun elemento sia pure indiziante".Oltre che per Prodi, l’archiviazione è stata chiesta per l’on. Sandro Gozi, Piero Scarpellini, Luigi Bisignani, Antonio Acri, Vincenzo Bifano, Gerardo Carnevale, gli omonimi Giulio Grandinetti (uno dei quali è deceduto), Armando Zuliani.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet