Inceneritore di Parma, Vignali rassicura le mamme


PARMA 14 GIU. 2010 – L’inceneritore non farà male né a grandi né a piccini, parola di Pietro Vignali. Il sindaco di Parma ha risposto all’appello delle 800 mamme che un paio di sabato fa hanno consegnato un documento in Comune in cui si chiedeva di fermare i lavori di costruzione a Ugozzolo, dove Enia sta costruendo il nuovo impianto di smaltimento. Nell’appello le donne hanno domandato direttamente al primo cittadino "che in più occasioni si è dimostrato sensibile ai temi ambientali – stava scritto nel messaggio – di intervenire per dare alle nostre famiglie un presente e un futuro sereno". Vignali si è sentito di rassicurare l’"Associazione delle mamme contro l’inceneritore". Ai microfoni del Tg3 ha detto fatto sapere che "l’attenzione nei confronti della salute, e soprattutto di quella dei bambini, è altissima da parte dell’amministrazione", di conseguenza "nel caso in cui ci dovesse esserci un domani anche un inceneritore questo sarà attentamente monitorato".Una risposta che vuole tranquillizzare i timori di chi è preoccupato della salute dei bambini, notoriamente i più colpiti dalle patologie provocate dalle polveri sottili, le quali vengono immancabilmente prodotte laddove c’è una combustione. E una posizione nella quale si nota l’utilizzo del condizionale. Come dire che il Comune di Parma non sa ancora se farà uso oppure no dell’inceneritore. "In questo momento la preoccupazione dell’amministrazione – ha continuato Vignali – non è tanto l’inceneritore, ma arrivare a una raccolta differenziata altissima, al 60-70%, poi eventualmente l’inceneritore dovrà essere considerato, nel caso in cui ci sarà, come l’anello della catena che smaltisce quella parte che non può essere differenziata".Ciò che è certo e che è visibile da tutti, è che a Ugozzolo, alle porte della città, il cantiere del Pai, Piano ambientale integrato, procede e si lavora anche di domenica. I progetti di Enia sono di far entrare in funzione l’inceneritore nella primavera del 2012, fra poco meno di due anni. Per quella data finalmente anche Parma avrà un suo impianto di incenerimento, per ora i rifiuti dei parmigiani sono smaltiti dai vicini forni di Reggio Emilia e Piacenza, cosa che incide in modo notevole nelle tariffe pagate. Sembra essere soltanto questa l’argomentazione portata, in primis da Enia, agli scettici dell’incenerimento, utopisti che hanno in testa cicli di rifiuti in cui tutto si può riutilizzare o riciclare. Ma anche se una parte di residui indifferenziati è impossibile non accumularli, resta da chiedersi se le dimensioni di un impianto concepito per bruciare 130mila tonnellate di rifiuti l’anno non siano troppo eccessive. Se è vero infatti, come dice Vignali, che l’obiettivo è arrivare al 70% di differenziata, siamo sicuri che il restante 30% potrà soddisfare le voraci fauci del nuovo impianto?

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