In tv la violenza dei carabinieri di Ferrara


FERRARA, 29 APR. 2010 – Sono immagini appannate e fuori fuoco, ma abbastanza nitide per raccontare alcuni frammenti di quanto avvenuto due mesi fa all’interno della caserma dei carabinieri di Ferrara. Nel video si vedono due persone che vengono ammanettate con le braccia dietro la schiena. Fanno parte di un gruppo di quattro ragazzi stranieri arrestati per ubriachezza molesta e resistenza a pubblico ufficiale. Uno dei due viene buttato a terra da un carabiniere. L’altro viene allontanato e sparisce dal campo visivo dell’obiettivo che pochi istanti dopo mostra un ragazzo di colore completamente nudo aggirarsi per l’atrio della caserma.Il filmato è stato registrato dalla telecamera del sistema a circuito chiuso dei carabinieri di via del Campo a Ferrara e fa parte di un’inchiesta della procura della città che vede un carabiniere in servizio presso l’unità radiomobile indagato per lesioni aggravate. A rendere pubblico il video ci ha pensato "A Buon Diritto", l’associazione presieduta dall’ex sottosegretario al ministero di Grazia e Giustizia Luigi Manconi. Sul sito abuondiritto.it dalle 19 e 30 di ieri è stato messo online un estratto di 3 minuti e 48 secondi presi da un video della durata di un’ora. Le stesse immagini sono state mostrate dal Tg3 nell’edizione delle 19, in un servizio della giornalista Francesca Lagorio.Così dalla cronaca locale, il caso si è spostato all’attenzione nazionale. Il pubblico dei telespettatori ha potuto vedere la scena del ragazzo nero, un nigeriano che aveva portato i documenti dei quattro ragazzi arrestati, che con le mani congiunte sembra implorare i carabinieri. Da questi viene poi trascinato via. Ma l’istante più crudo è quando nel campo visivo della telecamera entra un militare che ancora non si era visto. In mano ha un manganello col quale va a colpire i ragazzi arrestati, percuotendoli mentre sono a terra, inermi e ammanettati. Per via di questo video, il processo per direttissima che vede indagati i quattro giovani stranieri per lesioni contro un carabiniere e per resistenza a pubblico ufficiale, è stato rinviato all’11 maggio. Il Pm Barbara Cavallo ha infatti chiesto che una perizia per "pulire" le immagini in modo da poter identificare meglio gli agenti e le altre persone che compaiono. Sotto giudizio della magistratura c’è un carabiniere, ma resta da determinare se vi sono responsabilità da parte anche di altri militari. "Uno dei fermati ha subìto pesanti maltrattamenti e violenze e colpi inferti con manganello a opera di uno, e forse non solo uno, appartenente all’Arma", spiega Luigi Manconi sulle pagine del sito della sua associazione. "Un giovane uomo, ammanettato, totalmente inoffensivo e non in grado di difendersi – continua Manconi -, viene aggredito, colpito con lo sfollagente, buttato per terra. Proverà a rialzarsi per due volte e per due volte verrà colpito. Senza che alcuno gli presti soccorso. Si tratta, giova ricordarlo – sottolinea – di una persona affidata a un apparato dello Stato, all’interno di una caserma dello Stato, che ne deve garantire l’incolumità". Per concludere: "Come le cronache dolorosamente riportano con frequenza crescente, dobbiamo dire che non si tratta affatto di un caso isolato".

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