In semilibertà lo stragista Ciavardini


ROMA, 25 MAR. 2009 – Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha concesso ieri la semilibertà a Pierluigi Ciavardini, l’ex terrorista dei Nar accusato, e condannato a 30 anni di reclusione, per aver avuto un ruolo nella strage di Bologna del 2 agosto del 1980 (85 morti e 200 feriti). La notizia è stata confermata da uno dei suoi legali, l’avvocato Cristiana Cantelli. Ciavardini stava scontando la pena nel carcere di Rebibbia a Roma. L’ex terrorista dei Nar potrà lasciare il carcere al mattino e recarsi al lavoro e poi rientrare in cella alla sera.L’11 aprile del 2007 la Cassazione condannò Ciavardini, respingendo il ricorso della difesa, a 30 anni di reclusione per la strage di Bologna, confermando il verdetto emesso il 13 dicembre del 2004 dalla Corte di Appello di Bologna, sezione minorenni. L’ex Nar, secondo le motivazioni della Suprema Corte, aveva aiutato i neofascisti Francesca Mambro e Valerio Fioravanti nell’esecuzione della strage alla stazione di Bologna e vi partecipò materialmente. Ciavardini, minorenne all’epoca dei fatti a lui contestati venne condannato per il reato di strage. L’ex Nar venne invece assolto dalla II corte di Appello di Roma per "non aver commesso il fatto" dall’accusa di rapina. Ciavardini nel febbraio del 2007 era stato condannato a sette anni e quattro mesi di reclusione perché ritenuto responsabile della rapina compiuta il 15 settembre 2005 all’agenzia della Unicredit nel quartiere Balduina, a Roma.

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