In pericolo il futuro di Genderbender


BOLOGNA, 21 OTT. 2010 – Nonostante la crisi, i contributi pubblici e privati a sostegno del festival di quest’anno sono rimasti praticamente immutati. Ma il direttore artistico di Genderbender Daniele Dal Pozzo è piuttosto pessimista per l’edizione 2011: "Sarà un momento critico: quest’anno il budget non ha subito flessioni, ma il prossimo anno sarà tutta un’altra partita". E, in caso di sforbiciate, "dovremo tagliare il programma", dal momento che per ora sono confermati solo i 20.000 euro di Provincia e Regione. Anche per questo Genderbender sta cercando nuove forme di sostegno: "Da due anni stiamo provando a mettere in piedi un progetto organico da presentare all’Europa, è dura ma ci crediamo". Uscire dai confini nazionali è la via indicata anche da Mauro Felicori, direttore del settore cultura del comune di Bologna: "Bisogna far diventare l’internazionalità una forza dei nostri festival", ha sottolineato spiegando che verranno messi a disposizione dall’amministrazione "uffici e competenze al loro servizio in modo da far circolare le loro produzioni". A partire proprio da Genderbender che, per Felicori, "é un festival centrale: discuteremo perché non perda la sua vitalità, ma ne possa acquistare ancora di più in futuro".

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