“In Italia pogrom contro i Rom”


(20 MAG. 2008) – Si sa che, pur essendo l’Europa orientata a destra, il Parlamento europeo ha sempre preso posizioni progressiste, fin dalle risoluzioni sui “matrimoni gay” che tanto infiammarono il dibattito negli anni ’90. E’ un gioco democratico che qui in Italia comincia a essere dimenticato, ma non per questo è meno importante. La giornata del dibattito sulla questione Rom in Europa è iniziata con la richiesta a grande maggioranza rivolta dall’assemblea alla Commissione Ue di varare al più presto possibile, tenendo fede agli impegni presi fin dal 2004, una direttiva contro ogni tipo di discriminazione. Proprio nel giorno in cui viene discusso in seduta plenaria il problema dei Rom, gli europarlamentari indicano come necessario e urgente un intervento normativo per mettere al bando le discriminazioni che vengono purtroppo ancora attuate in base alla razza, all’età, alla fede religiosa, alla sessualità e alla loro disabilità. All’inizio della seduta plenaria sulla questione del popolo Rom, il commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità, Vladimír Špidla (già presidente del Partito democratico ceco), ha detto che "la Commissione europea condanna ogni tipo di violenza contro i Rom. I fatti come quelli di Ponticelli e di Roma non sono casi isolati – ha aggiunto – la violenza politica e xenofoba è un fenomeno diffuso in vari paesi membri". E questi attacchi non devono più ripetersi. “Gli Stati Ue devono garantire la sicurezza delle persone sul loro territorio”, ha concluso Špidla. L’Italia torna così ad essere, solo pochi giorni dall’insediamento del Berlusconi-4 il “grande malato” d’Europa. Sul piano economico per l’enorme deficit a cui nessuno è stato in grado di mettere mano in maniera definitiva, sul piano sociale e dei diritti vista l’ondata xenofoba in atto, sul piano legislativo in previsione del “pacchetto sicurezza” che il ministro degli interni leghista Roberto Maroni si appresta a presentare. Il capogruppo dei socialisti europei, Martin Shultz (quello a cui Berlusconi dette del kapò in aula), ha cercato di evitare che il dibattito si trasformasse in una sorta di processo contro il governo italiano. “La nostra non è un’accusa all’Italia – ha detto Shultz – ma un’offerta di collaborazione, che però non può evitare di parlare del fatto che delle persone sono state attaccate”. Sulla questione del cosiddetto tagliando del funzionamento degli accordi di Schengen, più volte evocata da Frattini nei giorni scorsi, Schulz ha spiegato: “Ne parlerò con lui e gli chiederò informazioni, ma a me sembra impossibile effettuare controlli più stretti su un particolare gruppo: mi sembra incompatibile con lo spirito di Schengen”. Molto più duro il capogruppo dei Liberaldemocratici Graham Watson che ha detto che in Italia si è raggiunto verso le comunità di immigrati «un livello di violenza inusuale», dovuto anche – secondo il leader dell’Eldr – alla natura della recente campagna elettorale che «ha portato avanti una cultura dell’impunità» per coloro che attaccano gli stranieri. L’europarlamentare romeno Adrian Severin ha parlato di pogrom veri e propri in atto in Italia e di leggi razziali sul punto di essere approvate, accusando oltretutto l’Italia di confondere Rom e romeni e i nostri mass media di far confusione tra criminalità ed etnia. “Se non faremo attenzione – ha concluso – le fiamme divamperanno in tutta l’Europa”.  L’europarlamentare italiano Claudio Fava è stato durissimo. Il governo Berlusconi – ha detto – sta reintroducendo il concetto di razza e sta mettendo l’Italia ai confini dell’Unione europea. Le conseguenze ha aggiunto sono due. La prima si è vista a Napoli, dove lo Stato italiano ha delegato alla camorra l’ordine pubblico, permettendole di sloggiare i campi rom a colpi di molotov. La seconda conseguenza, ha detto Claudio Fava, è la proposta dell’europarlamentare italiano Romagnoli: quella di costruire uno stato in cui rinchiudere il popolo rom. “Questa proposta è uguale a quella fatta dai nazisti prima della seconda guerra mondiale di creare uno stato ebraico e uno stato rom in cui rinchiudere le due popolazioni”. Csaba Sogor, democristiano romeno, ha detto che “dopo il Tibet e il Kossovo siamo arrivati nell’Ue, il razzismo e la xenofobia sono sempre dietro l’angolo”. Sogor ha proposto di istituire una commissione per la tutela delle minoranze al fine di avere una legislazione e una strategia comune in tutta l’Unione. L’APPELLO DEI ROM EUROPEI: EMERGENZA DIRITTI UMANI Il Centro europeo per i diritti dei Rom, copresieduto dall’eurodeputata ungherese di etnia rom Viktoria Mohacsi, ha inviato una lettera al presidente Napolitano, al primo ministro Berlusconi, al ministro dell’Interno Maroni, oltre che ai presidenti della Commissione e del Parlamento europei, in cui chiede che il governo italiano: 1) Dia adeguata protezione a tutti i Rom in Italia contro violenze, attacchi razzisti e altre azioni discriminatorie 2) Denunci con fermezza i pogrom che hanno avuto luogo 3) Garantisca un’adeguata indagine sui fatti avvenuti a Napoli, Milano e altrove, e persegua tutti i responsabili, compresi i pubblici ufficiali, che facciano dichiarazioni contro i Rom tali da incitare all’odio razziale 4) Cooperi pienamente con le istituzioni intergovernative, le organizzazioni internazionali e la società civile per porre rapidamente fine all’emergenza diritti umani dei Rom in Italia.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet