In ER Internet diventa diritto di cittadinanza


BOLOGNA, 17 GIU. 2011 – C’è anche Internet tra i "nuovi diritti di cittadinanza" che la Regione intende garantire a cittadini e imprese con il nuovo Piano Telematico 2011-13, dopo aver investito per mettere in rete la pubblica amministrazione dell’Emilia-Romagna. E’ la svolta nelle linee guida triennali approvate in sede consultiva in commissione regionale Politiche economiche, presieduta da Franco Grillini. astenuti Pdl e 5 Stelle si sono astenuti. Si tratta del quarto Piano telematico regionale, che punta a sfruttare il più possibile le potenzialità delle infrastrutture realizzate con i precedenti Piani per offrire servizi (ambiente, trasporti, cultura, sanità, pubblica amministrazione) attraverso le tecnologie Ict. Proseguono dunque le azioni di contrasto al digital divide, sia nelle reti che nei percorsi di alfabetizzazione informatica o di supporto all’uso delle open sources negli uffici pubblici; poi documenti digitali, anche d’identità, e più servizi ‘e-government’; accesso on line per dati della pubblica amministrazione regionale utili ad altri soggetti pubblici o privati; sviluppo delle città intelligenti (smart cities), dove la tecnologia migliora la qualità della vita. "Questo Piano telematico – ha commentato il presidente Grillini – è urgente e capita nel momento giusto perché soltanto con l’innovazione tecnologica abbiamo la possibilità di far fronte alla crisi economica. Solo l’eccellenza consente al nostro sistema di imprese di reggere alla concorrenza". Tra i propri desiderata, Internet gratis nelle principali piazze dei centri urbani, nelle biblioteche, nelle Università. "Tutti – ha detto – dovrebbero essere in condizioni di fruire della rete nello stesso modo senza limitazioni: ci dovrebbe essere un minimo comune denominatore di banda". Tiziano Alessandrini (Pd) ha invitato al "massimo sforzo" per la trasparenza negli investimenti e nelle priorità, nel rapporto con gli appaltatori, nei tempi di pagamento. Luca Bartolini (Pdl) ha ribadito il problema del ‘digital divide’ in montagna e ha suggerito accordi tra Lepida e operatori di settore per l’uso della fibra ottica in cambio di collegamenti a privati in zone disagiate, dove non c’é ritorno economico.  Andrea Defranceschi (5 Stelle), particolarmente preoccupato dal digital divide, ha chiesto di valutare i Comuni collegati a Lepida, in quanto – ha detto – molti non pubblicano in internet nemmeno i dati obbligatori per legge.

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