In ER a rischio insolvenza oltre 34 mila imprese


BOLOGNA, 22 FEB. 2013 – Dopo i preoccupanti dati nazionali, arrivano i risultati relativi all’Emilia Romagna contenuti nell’Osservatorio CRIBIS D&B sulla rischiosità commerciale delle imprese italiane. A fine 2012 l’affidabilità potenziale delle imprese regionali è ulteriormente diminuita, mettendo in forse i pagamenti dovuti ai fornitori anche da parte di clienti che non avevano mai dato problemi. Rimini, Modena e Bologna le province a più alta rischiosità. Ravenna, Forlì e Cesena quelle con le imprese più affidabili. A fine dicembre 2012 il 7,63% delle imprese dell’Emilia-Romagna presentava un’alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi, mentre un altro 44,23% si caratterizzava per una rischiosità media. Solo nel 8,85% dei casi si osservava una rischiosità bassa (nel 2008 era pari al 16,55% la percentuale di imprese totalmente affidabili) e, per il restante 39,29% del totale, medio-bassa. È quanto emerge dall’Osservatorio sulla rischiosità commerciale realizzato da CRIBIS D&B, società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che analizza il grado di affidabilità delle imprese italiane e la loro capacità di fronteggiare gli impegni presi nei confronti dei propri fornitori nell’anno seguente. Peraltro le imprese dell’Emilia Romagna mostrano un livello di alta rischiosità potenziale inferiore rispetto alla media nazionale, che si posiziona all’11,26%, mentre risulta lievemente peggiore rispetto al Nord Est nel suo complesso (7,02%).Al contempo, la quota di imprese emiliano-romagnole che si caratterizzavano per un livello di rischiosità bassa a fine 2012 risultava essere pari all’8,85% del totale, migliore sia della media nazionale (6,08%), sia di quella del Nord Est (8,61%).Tra le province emiliano-romagnole, Rimini evidenzia la concentrazione piu alta di imprese molto rischiose dal punto di vista commerciale (9,07%), seguita da Modena (7,91%), Bologna (7,89%), Parma (7,78%), Reggio Emilia (7,31%), Ferrara (7,27%) Piacenza (7,20%), Ravenna (7,10%) e, infine, Forlì (6,59%). Nel complesso, tutte le province dell’Emilia Romagna si caratterizzano per una quota di imprese con bassa rischiosità potenziale migliore della media nazionale (pari al 6,08%): il ranking di dettaglio vede al primo posto Ravenna (con una quota pari al 10,56% del totale), Forlì-Cesena (9,71%) e Parma (9,47%). Seguono Ferrara (8,90%), Reggio Emilia (8,78%), Piacenza (8,59%), Modena (8,48%), Bologna (8,21%) e Rimini (8,13%).Dall’analisi comparata degli ultimi 5 anni emerge una netta tendenza al peggioramento della rischiosità commerciale in Emilia Romagna, con le imprese inserite nella fascia a massima rischiosità che passano dal 4,88% di dicembre 2008 al 7,63% di dicembre 2012, mentre quelle caratterizzate da una bassa rischiosità è quasi dimezzata (dal 16,55% all’8,85%). Tra le singole province, Bologna (che da sola esprime il 21% delle imprese attive in regione) e Rimini mostrano un trend ancora più negativo rispetto alla media nazionale.

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