In Emilia-Romagna teatro e carcere vanno a braccetto


BOLOGNA, 5 APR. 2011 – A volte il teatro non è concepito come un’esperienza legata unicamente alla rappresentazione scenica, ma assume una fondamentale funzione di collegamento con la società. La Regione Emilia-Romagna, il Coordinamento Teatro Carcere e il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria lo hanno capito e hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con lo scopo di aiutare il recupero e il reinserimento sociale delle persone detenute. Sulla base di questo accordo, valido fino al 2015, verranno sviluppati progetti e proposte esperienze, laboratori e itinerari che rappresenteranno un’opportunità di cambiamento per i detenuti-attori, in un mutamento delle modalità relazionali di chi vive l’esperienza del carcere.Il Protocollo e la rassegna sono stati presentati a Bologna, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori regionali alla Cultura Massimo Mezzetti e alle Politiche sociali Teresa Marzocchi, il provveditore regionale del Dipartimento di amministrazione penitenziaria Nello Cesari, Cristina Valenti, consulente scientifico del progetto “Stanze di Teatro in Carcere” e Paolo Billi, portavoce del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna."In questo momento così delicato per il carcere, a livello non solo nazionale ma anche regionale, a causa delle gravissime condizioni legate al sovraffollamento degli istituti, un’esperienza come quella del teatro – ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi – è fondamentale per i detenuti. Fondamentale perché, innanzitutto, li aiuta a sopportare la fatica quotidiana di vivere compressi e reclusi. Per le persone ‘ristrette’, impiegare il proprio corpo in questo linguaggio totale che è il teatro, rappresenta indubbiamente un’opportunità di incontro e di confronto".L’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti ha quindi sottolineato come “questo modo di fare cultura non significhi proporre una mera sequenza di appuntamenti bensì un percorso che, come in questo caso, si caratterizza per i grandi e significativi risultati raggiunti. In un impegno come questo – ha aggiunto Mezzetti – il teatro esprime il suo grande potenziale come fondamentale fattore di benessere, capacità che in questa regione si estrinseca anche in altre importanti esperienze con il coinvolgimento di realtà a sostegno dei diversamente abili o del disagio psichico”. Oltre ai princìpi fondamentali sulla funzione sociale e di tutela del benessere veicolati dalla pratica, il Protocollo vuole promuovere progetti di collaborazione e di circuitazione delle esperienze di teatro carcere in Emilia-Romagna presso i teatri, sempre nel rispetto dei vincoli connessi all’esecuzione della pena dei soggetti coinvolti.Tali compiti sono affidati a un tavolo tecnico regionale, che dovrà creare una rete nel settore del teatro in carcere e promuovere rapporti con altre realtà territoriali ed istituzionali, individuare e definire percorsi di confronto e collaborazione con altre esperienze di teatro in carcere, non solo a livello territoriale.Inoltre, il gruppo tecnico ciascun anno dovrà esaminare e condividere un programma annuale delle attività proposto dal Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna. Il progetto Stanze di Teatro in Carcere 2011 si inaugura venerdì 8 aprile alle 15.30, all’interno della più ampia programmazione del Centro La Soffitta-Dipartimento di Musica e Spettacolo Università di Bologna. Il progetto, nato dal Coordinamento regionale teatro carcere Emilia Romagna, è realizzato grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna (30 mila per il 2011) e degli enti teatrali che ospitano le tre diverse tappe: la prima a Bologna (8-15 aprile), nell’ambito della XXIII stagione del Centro La Soffitta; la seconda fissata per il 6 giugno a Ferrara, presso la Fondazione Teatro Comunale, e l’ultima il 28-29 ottobre a Modena, presso i teatri di Ert Emilia-Romagna Teatro Fondazione.Attraverso le tre tappe, il progetto si propone di approfondire le tematiche relative al lavoro teatrale che da oltre un ventennio è portato avanti nelle carceri della regione. Saranno presentati momenti di lavoro, spettacoli, interventi e testimonianze che vedranno la partecipazione di ospiti di grande prestigio e permetteranno al pubblico di avvicinarsi alle pratiche e ai risultati artistici, ma anche al pensiero, al dibattito e alle sfide che il Teatro Carcere stimola e lancia al di là dei suoi perimetri. Un territorio teatrale per molti versi nascosto, che necessita del giusto riconoscimento come una delle espressioni più fertili dell’innovazione e delle nuove professionalità.

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