In Emilia Romagna è artigiana un’impresa su tre


“In Emilia Romagna è artigiana un’impresa su tre, produciamo quasi il 15% del valore aggiunto e diamo lavoro ad oltre 300mila persone”, così il Presidente Marco Granelli riassume la fotografia scattata dal Centro studi con Confartigianato Emilia Romagna con dati aggiornati al primo trimestre 2015. “Abbiamo deciso di contarci per confermare anche con i numeri l’importanza del comparto artigiano per il settore economico della nostra regione”. In Emilia-Romagna al I trimestre 2015 si contano 133.103 imprese artigiane che rappresentano il 28,8% dell’intero tessuto produttivo della regione. La dimensione media per un impresa artigiana del territorio è di 2,7 addetti per impresa. Il 14,3% del valore aggiunto è prodotto da imprese artigiane del territorio, comparto che realizza 18,5 miliardi di euro annui di valore aggiunto (2012 ultimo anno disponibile).  Sono 317.092 gli occupati dell’artigianato: ogni cento occupati dell’Emilia-Romagna ci sono 20 persone che lavorano in imprese artigiane. Nell’intera regione contiamo il maggior numero di imprese artigiane a Bologna (27.689), Modena (21.601) e Reggio nell’Emilia (19.756). Si rileva una dimensione media – numero addetti per impresa – maggiore a Modena (3,0 add./imp.), Forlì-Cesena (2,9 add./imp.), Rimini e Reggio nell’Emilia (entrambe con 2,7 add./imp.). Il valore aggiunto prodotto dagli artigiani raggiunge valori più alti a Bologna (3.883 milioni di euro), Modena (3.313 milioni di euro) e Reggio nell’Emilia (2.517 milioni di euro). Il valore aggiunto prodotto dall’artigianato rappresenta una quota maggiore del v.a. dell’intera economia del territorio a Reggio nell’Emilia (16,4%), Forlì-Cesena (16,3%) e Piacenza (16,0%). Il maggior numero di addetti coinvolti in imprese artigiane lo rileviamo nelle province di Bologna (63.186), Modena (57.626) e Reggio nell’Emilia (42.742). La presenza più significativa di occupati in imprese artigiane la registriamo a Ferrara e Forlì-Cesena (entrambe con 24 occupati dell’artigianato ogni 100 occupati) e Piacenza (23). Per quanto riguarda i Lavori di costruzione specializzati rileviamo una specializzazione maggiore a Ravenna (indice 113), Ferrara (109) e Rimini (109); per le Altre attività di servizi per la persona rileviamo una specializzazione maggiore a Ferrara (indice 130), Ravenna (122) e Rimini (109); per la Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) rileviamo una specializzazione maggiore a Bologna (indice 129), Piacenza (124) e Modena (114); per il Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte rileviamo una specializzazione maggiore a Piacenza (indice 130), Bologna (119) e Ravenna (109); per il Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli rileviamo una specializzazione maggiore a Piacenza (indice 115), a Ravenna (104) e a Forlì-Cesena (104); per le Industrie alimentari rileviamo una specializzazione maggiore a Parma (indice 180), Ferrara (124) e Ravenna (108); per la Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature rileviamo una specializzazione maggiore a Reggio nell’Emilia (indice 135), Modena (125) e Parma (124); per le Attività dei servizi di ristorazione rileviamo una specializzazione maggiore a Ravenna (indice 148), Rimini (146) e Ferrara (123); e per la Costruzione di edifici rileviamo maggiore specializzazione a Piacenza (125), Rimini (125) e Reggio nell’Emilia (123). Presi i primi 10 settori (divisioni Ateco 2007) con più elevato numero di addetti nell’artigianato dell’Emilia-Romagna osserviamo che il valore dell’export dei beni realizzati in questi settori ammonta a 7,9 miliardi di euro, pari al 59,2% dei 13,3 miliardi di euro a cui ammonta il valore totale delle vendite realizzate all’estero dalle imprese dell’Emilia-Romagna. Anche se non effettuano direttamente le vendite all’estero le imprese artigiane sono a pieno coinvolte nei processi di internazionalizzazione, tenuto conto che il 50,2% delle micro e piccole manifatturiere lavora in subfornitura. La quota del 59,2% dell’export nei 10 settori con la più alta occupazione artigiana si compone del 28,0% di export di Macchinari ed apparecchiature, del 7,9% di export di Articoli di abbigliamento, confezione di articoli in pelle e pelliccia, del 7,8% di export di prodotti alimentari, del 7,3% di export di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, del 3,9% di export di Prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature), del 2,0% di export di Prodotti delle altre industrie manifatturiere, dell’1,1% dall’export di Mobili, dell’1,0% di export di Prodotti tessili e dello 0,3% dai Prodotti in legno e sughero e articoli in paglia e materiali da intreccio (esclusi i mobili). A livello provinciale, al I trimestre 2015, il maggior contributo all’esportazione di prodotti realizzati nelle divisioni a maggior presenza di occupati nell’artigianato proviene da Bologna con una quota del 22,3% delle vendite verso mercati esteri realizzate a livello regionale nei settori esaminati, seguita da Modena con il 22,2%, da Reggio nell’Emilia con il 21%, da Parma con l’11,9%, da Piacenza con il 6,6%, da Ravenna con il 5,5%, da Rimini con il 4,3%, da Forlì-Cesena con il 4,2% e da Ferrara con il 2,2%.

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