In corteo per non pagare la crisi


BOLOGNA, 11 DIC. 2009 – Tre cortei per far vedere che la crisi esiste e che le conseguenze le pagano i lavoratori. Maree di persone colorate di rosso hanno sfilato per le vie di Bologna, Modena e Reggio Emilia. “Non si vive con 700 euro al mese”, questo uno degli slogan principali della giornata di mobilitazione indetta dalla Cgil che ha visto i suoi iscritti scioperare dalle quattro alle otto ore, a seconda delle categorie. Gran parte dei cortei delle tre città erano composti da lavoratori di aziende fortemente colpite dalla crisi. “Mentre Berlusconi si fa gli affari suoi, il prezzo della crisi la paghiamo noi” è stata un altro dei cori che hanno risuonato lungo i cortei. “Il governo deve cambiare completamente la propria politica economica. Non sta facendo niente per intervenire sulle cause della crisi”, ha detto segretario della Cgil di Bologna Cesare Melloni. Nella città delle due torri, il raduno dei lavoratori e i primi discorsi si sono tenuti in piazza Roosevelt, davanti alla prefettura. La conclusione degli interventi è stata affidata al segretario confederale nazionale Fulvio Fammoni che ha così risposto a quei sindacati che reputavano inutile la protesta di oggi: “In una crisi come questa la divisione non serve. Le polemiche che si sono fatte su questo sciopero, sono ingiustificate. Oggi tanti lavoratori sono in piazza perché vogliono che si parli dei loro problemi, vogliono che si trovino soluzioni, vogliono avere certezze per il loro futuro. Ed è in questa direzione che si muove un sindacato confederale”. Successivamente il corteo ha sfilato fino in piazza Verdi, cuore della zona universitaria, dove gruppi di studenti si sono uniti alla manifestazione. Anche a Reggio Emilia un lungo corteo ha percorso le vie del centro, passando davanti alla sede di Confindustria, del Comune, concludendosi davanti alla Prefettura, dove si sono svolti i comizi finali. Diversi gli striscioni che hanno caratterizzato la manifestazione: tre grandi buste paga sono state appese nei tre luoghi attraversati dal corteo, riproducendo la retribuzione di un lavoratore in cassa integrazione a zero ore (739 euro al mese, con la scritta “Chi paga la crisi?”). Un lungo striscione portato a mano da diversi manifestanti riproduceva la scritta: “Non siamo esuberi ma persone con diritto ad un futuro”.A Modena una delegazione guidata dalla segretaria nazionale Susanna Camusso e dal responsabile provinciale Donato Pivanti, ha incontrato il sindaco Giorgio Pighi. Argomento i tagli della prossima finanziaria alle risorse per i contratti di lavoro e per i bilanci degli enti locali. Gli interlocutori, ha fatto sapere il Comune di Modena “hanno convenuto sulla necessità di esercitare la massima pressione possibile sul governo affinché applichi misure concrete contro la crisi a livello nazionale ed allo stesso tempo consenta ai comuni di avere le risorse necessarie a rispondere alle esigenze dei cittadini ed in particolare delle famiglie più in difficoltà”. A Parma si è discusso della crisi in un’assemblea alla camera del lavoro, a Rimini, Ferrara, Forlì, Cesena Ravenna e Imola ci sono stati presidi e volantinaggi.

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