“In Cina il pomodoropagato più che da noi”


BOLOGNA, 25 GEN. 2013 – "Nei giorni scorsi il confronto tra industria di trasformazione ed organizzazioni di produttori é finalmente entrato nel vivo; dopo i buoni propositi enunciati sui giornali, l’industria ha subito manifestato i suoi obiettivi: riportare il prezzo ai livelli del 2010, prima dell’introduzione del disaccoppiamento". Lo scrivono i produttori di pomodoro di Confagricoltura. "Dagli 88/t del 2011, agli 84/t del 2012, ai 71/t proposti per il 2013, – 20%" spiegano in modo stringato. I produttori "prendono atto della scarsa capacità competitiva palesata dall’industria, che non riesce a valorizzare sui mercati il miglior pomodoro trasformato del mondo, fiore all’occhiello del Made in Italy, e valutano con attenzione l’evoluzione della trattativa. Sicuramente pronti a ridurre le superfici come richiesto, ma sicuramente decisi a riposizionare il prezzo sui livelli della decenza. Sotto tali livelli, resta solo il pomodoro di origine cinese sebbene, di questo passo, anche in Cina il pomodoro verrà pagato di più che da noi in Italia".

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