‘In aumento lo spreco di denaro pubblico dei Comuni’


BOLOGNA, 23 FEB. 2012 – Che l’apparato giudiziario italiano non goda di buona salute è cosa nota. Non è da meno per la Corte dei conti, organo che deve controllare quanto entra e quanto esce dalle casse della pubblica amministrazione. Flussi che però non è sempre possibile tenere sottocchio. Ne sa qualcosa la Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna che oggi ha inaugurato l’anno giudiziario. Una cerimonia che è stata occasione per mettere in file le difficoltà che quotidianamente incontra. A partire dall’evoluzione dei Comuni, che con la maggiore autonomia a loro concessa, hanno una maggiore capacità impositiva, e quindi incassano di più, rispetto al passato. E, allo stesso tempo possono costituire società per azioni che sono esenti da qualsiasi controllo da parte della Corte. Col risultato che quest’ultima non sa effettivamente quanto entra e quanto esce.A confermarlo è Luigi di Murro, presidente della sezione regionale della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, che ha parla di "leggerezza nella spesa di denaro pubblico." Una tendenza che è in aumento. Nel 2011 i magistrati contabili della regione hanno infatti aperto 67 istruttorie di questo tipo, contro le 43 del 2010, e le 14 del 2009. Per contrastare tale deriva ci sarebbero bisogno di maggiori risorse. Se si guarda al personale, invece, si scopre che l’organico è scoperto per oltre il 40%. "Ma quello che manca – dice Di Murro – è anche il personale amministrativo e di supporto".Questa "cronica carenza" che "da sempre affligge il nostro istituto – aggiunge – ha assunto profili di drammaticità". Il blocco di nuove assunzioni e la lunghezza dei tempi per i concorsi pubblici indetti per i posti non sottoposti ai blocchi lasciano quindi "facilmente prevedere un lungo periodo di ipofunzionalità degli uffici con le evidenti ripercussioni sia sulla durata dei giudizi sia sull’efficacia delle azioni di contrasto ai comportamenti causa di danni erariali". I passi in avanti fatti con la digitalizzazione e l’informatizzazione del processo, che hanno alleggerito il peso fisico del lavoro dei magistrati, "in qualche modo ci potrà aiutare. Ma abbiamo bisogno – conclude – di personale".

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