In attesa della debole ripresa, il Pil nel 2013 a -1,6%


Nel 2013 in Emilia-Romagna diviene più ampia la flessione del Pil prevista (da -1,1 a -1,6 per cento). Ecco quanto emerge dall’ultima edizione dello scenario di previsione macro-economica realizzato da Unioncamere Emilia-Romagna, in collaborazione con Prometeia. La crescita attesa nel 2014 viene lievemente ridotta da un + 1,0 a +0,9 per cento. Il Pil si ridurrà al di sotto dei livelli minimi toccati al culmine della crisi nel 2009 e stabilirà il nuovo minimo degli ultimi dieci anni.

Per l’anno in corso i consumi scenderanno nuovamente più del Pil (-2,4 per cento), la contrazione degli investimenti sarà ampia (-6,6 per cento) e, a causa della recessione nei paesi dell’Ue, la crescita delle esportazioni sarà ridotta (+0,5 per cento). L’andamento regionale risulta leggermente migliore rispetto a quello nazionale. La previsione si fonda su un quadro di lenta crescita, ma di relativo impoverimento per buona parte dell’insieme dei paesi dell’Unione monetaria europea, tendenze accentuate nel caso dell’Italia.

Secondo le previsioni dell’Ocse dello scorso 3 settembre, nel 2013, la crescita dovrebbe rallentare negli Stati Uniti, dal 2,8 all’1,7 per cento, in Cina dal 7,8 al 7,4 per cento, e in Giappone, dal 2,0 all’1,6 per cento. Nell’area dell’euro l’andamento dei singoli paesi sarà tutt’altro che omogeneo. Il Pil in Germania la crescita si ridurrà allo 0,7 per cento, in Francia salirà allo 0,3 per cento e in Italia si allevierà la recessione dal -2,4 all’1,8 per cento.

Nel complesso il 2013 sarà nuovamente un anno di recessione per l’industria, con una flessione del valore aggiunto del 2,4 per cento. Ma per le costruzioni la caduta dovrebbe risultare del 6,1 per cento. Il valore aggiunto del variegato settore dei servizi dovrebbe subire una più contenuta contrazione per l’anno in corso (-0,8 per cento).

Gli indicatori relativi al mercato del lavoro continuano a prospettare un quadro in progressivo e assai marcato deterioramento tra il 2012 e il 2014. Il tasso di attività scenderà dal 47,8 al 46,7 per cento. La recessione determinerà una forte riduzione del numero degli occupati (-2,7 per cento) nel 2013. Il tasso di disoccupazione, che era pari al 2,9 per cento nel 2007, dovrebbe giungere a toccare quest’anno l’8,9 per cento, per salire ulteriormente nel 2014.

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