Imu in montagna, la Regione scrive a ministro


Il decreto del ministero delle Finanze relativo alla revisione delle aree di esenzione Imu per i terreni agricoli va immediatamente ritirato perchè limita l’esenzione ai soli comuni il cui capoluogo sia ad una altezza superiore ai 601 metri. E’ la richiesta rivolta al, ministro per le politiche agricole Maurizio Martina dall’assessore regionale Tiberio Rabboni in una lettera inviata anche ai Parlamentari dell’Emilia-Romagna e a Fabrizio Nardoni coordinatore della commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni. “In questo modo – spiega Rabboni – la quasi totalità dei comuni appenninici che hanno il capoluogo nel fondo valle e le poche aziende agricole residue sui versanti in quota perderanno l’esenzione. Si tratta di un provvedimento iniquo e sbagliato che cancella l’oggettiva condizione di ‘territorio svantaggiato’, universalmente riconosciuta alle realtà montane, ed aggrava ulteriormente la situazione di difficoltà di un intero comparto produttivo essenziale per il mantenimento dell’assetto idrogeologico del territorio.” Nella lettera Rabboni ricorda come negli ultimi anni le aziende agricole di montagna si siano dimezzate e la superficie agricola in quota sia diminuita (dati Censimento generale Agricoltura 2010) del 21%.Con l’applicazione dell’Imu, si profila una fuga dalla collina e montagna anche da Modena pari e forse anche superiore a quella degli ultimi venti anni, quando hanno chiuso quasi 5 mila aziende agricole (–48%). Lo afferma Coldiretti Modena sulla base di elaborazioni di dati Istat da cui risulta che in venti anni le aziende agricole che operavano nelle zone disagiate della provincia sono passate dalle 9.500 del 1990 alle attuali 5.040 mila.

Sulla vicenda interviene anche Coldiretti: “Far pagare l’Imu sui terreni in base all’altitudine in cui si trova il palazzo comunale introduce una inspiegabile disparità di trattamento tra campi confinanti appartenenti addirittura allo stesso proprietario”. In relazione alla scadenza del pagamento al 16 dicembre Coldiretti ricorda che viola il principio della collaborazione sancito dallo Statuto del Contribuente. “L’incoerenza del criterio di calcolo genera tensioni sul territorio e – conclude Coldiretti Modena – rischia di attenuare l’importanza della positiva scelta di differenziare l’imposta a favore degli agricoltori professionali, coltivatori diretti e imprenditori agricoli iscritti nella relativa gestione previdenziale, che continuano a godere, in zone montane o di collina, della esenzione Imu”. “L’Imu così come applicata dal decreto attuativo – ha detto il presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi – spingerà molte aziende a chiudere i battenti”.

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