Imu, l’Emilia Romagnatra le regioni più care


BOLOGNA, 28 MAR. 2013 – E’ pari a due miliardi e trecento milioni di euro il gettito dell’Imu in Emilia Romagna. Ogni cittadino, neonati compresi, nel 2012 ha pagato in media 523 euro, 131 in più rispetto al valore nazionale. Rendendo così la regione una delle più costose del paese. Il Centro Studio Sintesi di Venezia, su commissione di Cna Emilia Romagna, ha calcolato che nell’arco di un solo anno, con il passaggio dall’Ici all’Imu, la tassazione sugli immobili emiliano-romagnoli è aumentata di oltre 1300 milioni. Un incremento reso necessario per compensare i tagli ai trasferimenti subìti dai Comuni, quantificabili in 250 milioni di euro.Ben l’83 per cento degli incassi Imu arriva dalle seconde case e dagli immobili commerciali e produttivi. E Fiorano Modenese è il comune con il gettito maggiore in regione. Tra le prime case, invece, primeggia il bolognese San Lazzaro di Savena. Cna dice quindi basta alla logica di aumento indiscriminato delle tasse, che impedisce di reperire le risorse utili alle imprese per tornare a crescere e ai cittadini per riprendere i consumi.E a rendere ancora più amaro il sacrificio c’è la consapevolezza che l’Imu rimarrà solo in parte nelle casse dei Comuni. Le Amministrazioni municipali incasseranno infatti direttamente appena la metà della tassa sugli immobili diversi dalla prima casa. Nel 2013 beneficeranno invece dell’intero gettito su seconde case, laboratori e negozi, mentre lo Stato conserverà il 50 per cento di quello relativo ai fabbricati ad uso produttivo.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet