Imu, Delrio striglia i sindaci leghisti


19 DIC. 2011 – Da quando la Lega è passata all’opposizione, tra i suoi esponenti si fa gara a chi la spara più grossa. Oggi è la volta dell’Imu, l’imposta municipale sugli immobili, studiata proprio dal Carroccio e anticipata dalla manovra del governo Monti. Una cordata di sindaci veneti ha minacciato si aggirare la tassa facendola pagare con un’aliquota minima ai propri cittadini. Una "sparata" che fa storcere il naso Graziano Delrio, presidente Anci e primo cittadino di Reggio Emilia, in quota Pd. Dopo aver sottolineato di condividere la contrarietà al fatto che lo Stato "si tenga l’extra-gettito" generato dall’Imu, Delrio ha ricordato che non si può affrontare la questione con irresponsabilità. "Fino ad oggi – ha detto – i sindaci, al di là della propria appartenenza politica, si sono sempre espressi in modo unitario e indipendentemente da chi stesse al governo e lo hanno fatto con grande senso di responsabilità. Fermo restando che nessuno di noi avrebbe voluto che lo Stato si tenesse le entrate della nuova imposta, ciò non può indurci a forme di disobbedienza dubbie. Non è ancora stato stabilito come l’imu sarà riscossa e se lo fosse attraverso il modello F24 non vedo poi cosa potrebbero fare le amministrazioni comunali per impedirlo".Delrio ha concluso:"mi ricordo che con l’ex ministro Calderoli abbiamo più volte discusso per riuscire ad avere prima l’Imu ed eravamo tutti d’accordo. Ora non si può cambiare parere solo perché al governo non ci sono più gli amici soprattutto se riteniamo che lo stato della Finanza pubblica merito uno sforzo da parte di tutti".

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