Imprese, un fallimentoogni due giorni


MODENA, 8 LUG. 2013 – Un fallimento ogni due giorni. Il dato riguarda Modena e parla di una crisi storica. Dall’inizio del 2013, infatti, sono stati 100 i fallimenti registrati dal tribunale, ai quali si sono affiancati 6 concordati, di cui solo 33 nel mese di marzo. Numeri negativi che ci riportano indietro al 2010. Solo in quell’anno la provincia di Modena ha conosciuto dati così imponenti: 180 fallimenti nella prima parte dell’anno, il dato peggiore dal 1995 ad oggi. Difficile tracciare l’identikit dell’azienda maggiormente soggetta al crac. Certo i settori dell’edilizia-immobiliare e dei trasporti si presentano in maggiore sofferenza, ma non mancano pratiche relative ad aziende di settori legati alla tecnologia e persino alle eccellenze alimentari locali. La crisi colpisce indiscriminatamente, anche a livello geografico. Dal costruttore della Bassa Modenese, al maglificio di Fiorano, quando i debiti aumentano e gli ordini scarseggiano, difficile evitare il fallimento. Qualche dato relativo all’andamento storico del ricorso alla procedura fallimentare aiuterà a capire l’imponenza del fenomeno in atto. Nel 2007, anno pre-crisi, i fallimenti erano stati 65, sono passati a 111 nel 2008, 169 nel 2009, 180 nel 2010. Negli anni successivi la tendenza si era invertita: 165 fallimenti nel 2011 e 160 nel 2012. E nel 2013, in soli sei mesi, siamo arrivati già a 100 casi. Sintomo di una crisi che picchia duro. “Sono dati che ci aspettavamo – afferma Stefano Bellei, segretario della Camera di Commercio di Modena – dopo cinque anni di crisi, con la stretta creditizia e la crisi di liquidità. Quello che leggiamo, al di là dei dati, è che la società economica modenese si sta trasformando, con perdite di quote nel manifatturiero, a vantaggio del terziario”.

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