Nel 2013 hanno chiuso 17 imprese al giorno


Sono 6.239 le attività nate nel 2013 nella provincia di Bologna, 300 in più rispetto al 2012. Contemporaneamente hanno chiuso 17 imprese ogni giorno, per un totale di 6.356 cessazioni, in aumento rispetto alle 6.044 del 2012, numeri che riportano al primo biennio di crisi. La voglia di impresa sembra dunque non venire meno ma il bilancio delle dinamiche imprenditoriali riporta un saldo anagrafico negativo, con 117 unità in meno tra gennaio e dicembre 2013.

 

Il numero di sedi di impresa registrate alla Camera di commercio al 31 dicembre 2013 era pari a 96.766 unità, di cui 86.562 risultano attive. Se alle sedi di impresa si aggiungono le 21.701 unità locali presenti, si ottiene un totale di 118.467 attività registrate a fine 2013 nella provincia di Bologna. Continuano a crescere le società di capitali, saldo +370 unità, e ora hanno un peso percentuale sul totale delle imprese provinciali attorno al 26%. Trend positivo, +246, anche per cooperative e consorzi (altre forme d’impresa): nonostante un peso ancora poco rilevante sul totale delle imprese provinciali, 2,8%, confermano l’andamento crescente che le ha contraddistinte per tutto il periodo di crisi con un ulteriore +10% tra gennaio e dicembre 2013. Diminuiscono ditte individuali e società di persone: e ditte individuali fanno registrare un saldo negativo pari a -532 unità, e riducono la loro incidenza sul totale delle imprese registrate dal 51,1% del 2012 al 50,6% del 2013.

 

Le ditte individuali sono quelle che hanno il maggiore turn over: rappresentano il 60% delle nuove attività e il 68% delle cessazioni. Le società di persone sono diminuite di 201 unità (con una incidenza sullo stock totale delle imprese registrate che scende al 21%). I ‘grandi settori tradizionali’ (commercio, costruzioni, manifatturiero, agricoltura), che rappresentano il 60% del totale delle attività registrate in provincia, riportano un saldo negativo di -743 unità. Diminuiscono il settore agricolo (-542 unità nel 2013), le costruzioni (-143), le attività manifatturiere (-138), le imprese ‘non classificate’ (-96), categoria residuale che raccoglie in realtà le imprese non ancora formalmente assegnate ad uno specifico settore. Crescono il settore del commercio, con 80 unità in più, e il macrosettore dei servizi alle persone e alle imprese, saldo +267 imprese. Al buon risultato dei ‘servizi alle persone e alle imprese’ hanno contribuito soprattutto le attività ricettive e della ristorazione, cresciute di 171 unità, e le attività immobiliari, +128 unità. Resta negativo il bilancio dei servizi di ‘trasporto e magazzinaggio’, con 81 unità in meno nel 2013.

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