Imprese: “Le grandi opere sono fondamentali”


La prosecuzione della Tav, la realizzazione della pedemontana in Lombardia, il gasdotto Tap in Puglia e, per quanto riguarda il territorio emiliano, il progetto della Cispadana e il definitivo inizio dei lavori della bretella Campogalliano-Sassuolo. Con l’insediamento del governo Conte le grandi opere e infrastrutture frenate da anni di discussioni politiche e burocrazia rischiano ulteriori retromarce o modifiche. Uno scenario da scongiurare, secondo le imprese, e a ribadire con forza che il Paese ha bisogno di grandi opere per essere competitivo sono state nelle ultime ore sia Confindustria Ceramica, nella conferenza di fine mandato della presidenza Borelli, sia Confindustria Emilia Romagna, con il presidente Pietro Ferrari, intervenuto a una tavola rotonda sull’industria X.0 presso la sede della Florim a Fiorano.
Dello stesso avviso anche la Cna di Modena, secondo cui mettere in forse opere strategiche sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti di un territorio che pensava di avere ormai trovato la soluzione ad alcuni problemi che si trascinano da anni. Sulla Cispadana in particolare interviene anche il Partito Democratico, che in una nota firmata dai segretari e referenti dei comuni dell’Area Nord chiede al governo di rispettare i territori emiliani e gli impegni per un’opera attesa da troppo tempo.
Di parere opposto gli esponenti locali di Liberi e Uguali che si rivolgono al Movimento 5 Stelle chiedendo di essere coerente con quanto espresso in campagna elettorale e di cancellare la bretella Campogalliano- Sassuolo, limitandosi al solo collegamento con lo scalo merci di Marzaglia e al rafforzamento del trasporto su rotaia.

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