“Imprese, la responsabilità sociale non va accantonata”


BOLOGNA, 6 FEB. 2009 – "L’idea che visto che siamo in una situazione di crisi si possa accantonare la responsabilità sociale delle imprese è pericolosa e sbagliata". Lo sostiene Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol e dell’associazione ‘Impronta etica’, che ha organizzato un seminario a Bologna per affrontare proprio questo tema. Un valore che, secondo Stefanini, non deve essere visto come un intralcio per riprendersi dalla crisi, ma deve anzi essere uno strumento utile ad affrontarla, valorizzando il territorio, e rimettendo le persone al centro delle imprese. "Circoli virtuosi", come modello contrario, allo stesso tempo meno ingiusto e più efficace, rispetto alla finanza speculativa. Impronta etica è un’associazione composta da 25 imprese di varie dimensioni, sia cooperative che non. Il suo obiettivo è quello di promuovere (e soprattutto di praticare) azioni che tengano presente la responsabilità sociale dell’imprenditore. "Negli ultimi anni – ha detto Stefanini – si è alimentata una deriva individualista che ha portato effetti devastanti. Oggi dobbiamo connettere l’economia con la democrazia e la giustizia per farla sviluppare in maniera sostenibile. Non abbiamo bisogno di nemici da combattere, la competizione si gioca sulle idee che si riescono a sviluppare e non sui colpi bassi. Ricerche sociologiche ci dicono che gli italiani relegano la loro felicità alla sfera privata, mentre sono molto infelici in ambito pubblico. Il nostro obiettivo è quello di rendere la felicità più condivisa e partecipata".Con le imprese di Impronta etica si sono confrontati, su temi come il rapporto fra competitività e responsabilità sociale, il ‘fare insieme’ e le partnership fra pubblico e privato, il presidente nazionale di Legacoop Giuliano Poletti, l’ad di Hera e vice presidente di Impronta etica Maurizio Chiarini e Luigi Sacco, docente di economia della cultura alla Iuav di Venezia.

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