Imprese, in ER il 21,2%è femminile


BOLOGNA, 6 FEB. 2013 – In Emilia-Romagna, al 31 dicembre 2012, le imprese attive femminili erano 89.949, pari al 21,2% delle imprese regionali. L’acuirsi della crisi economica continua a incidere anche sulle imprese in rosa, che, interrotto un trend positivo, sono 193 in meno (-0,2%), rispetto alla fine del 2011. Gli effetti della difficile congiuntura sono stati però ben più sensibili per le imprese non femminili, diminuite di 4.327 unità (-1,3%). Nello stesso periodo le imprese femminili in Italia sono risultate 1.270.752 e accusano una più ampia flessione (-0,4%). Risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati dal centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna. Dall’analisi emerge una crescita delle imprese in rosa in Toscana (+0,4%), Trentino-Alto Adige, Lombardia e Valle d’Aosta, che precedono l’Emilia-Romagna, mentre le flessioni più rilevanti sono riferite a Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Molise (-2,2%). La quota di imprese femminili regionale è inferiore a quella nazionale (24,3%), in quanto la rappresentanza femminile è elevata tra le imprese dell’Italia centrale e meridionale. "Ciò è da attribuire – sottolinea Unioncamere – all’elevato tasso di occupazione femminile regionale, un dato virtuoso che porta ad un minor ricorso a forme di auto impiego, e allo sviluppo del sistema economico, nel quale hanno minore importanza il piccolo commercio al dettaglio, i servizi tradizionali e le ditte individuali, ambiti consueti di presenza di imprese femminili".

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