Imprese, in ER export a go go, ma la crescita rallenta


BOLOGNA, 4 OTT. 2011 – Rallenta il tasso di crescita dell’export nei distretti industriali dell’Emilia Romagna analizzati dal Servizio studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo e Cariromagna, aggiornati al 30 giugno 2011. Il ritorno a livelli precrisi appare dunque ancora lontano. Più in specifico, nel secondo trimestre del 2011 le esportazioni hanno registrato una crescita tendenziale del 10,7%.

Si tratta della quinta variazione positiva consecutiva, sostenuta in particolare dal buon andamento del sistema moda. Rimbalza l’export della maglieria e abbigliamento di Carpi +21,4% e l’abbigliamento di Rimini (+13,6%) e si conferma il dato per le calzature di Fusignano-Bagnacavallo (+40,7%) come per le calzature di San Mauro Pascoli (+11,3%).

Bene anche la meccanica. In quest’ambito si conferma l’ottima performance delle macchine per l’imballaggio diBologna (+28,9%) e il recupero delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia, (+13,3%). Segnali positivi, ma in attenuazione, anche per quanto riguarda il settore hi-tech, che sconta il calo del polo Ict di Bologna e Modena (-1,4%). Meglio invece il biomedicale di Mirandola (+7,3%). Arranca ancora il distretto ceramico di Sassuolo su tutti che segna un -0,3%.
Cina, Turchia, Hong Kong, Brasile, ma anche Polonia, Francia, Stati Uniti e Svizzera. Sono questi i mercati principali di sbocco. Complessivamente l’export nei Paesi emergenti e’ cresciuto del 22,4% contro il 5,5% delle vendite verso i mercati tradizionali.

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