Imprese e PA, aumentanoi ritardi nei pagamenti


BOLOGNA, 18 FEB. 2013 – Le imprese lo ripetono da tempo, troppo perché la denuncia possa cadere nel dimenticatoio. Lavorare con la pubblica amministrazione per le imprese sta diventando sempre più una lenta agonia. Nell’intera penisola, infatti, sono quasi 137 miliardi di euro i crediti che le imprese vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche, quei residui passivi iscritti nei bilanci di tutti i comuni, province e regioni italiane, che per le imprese sono le fatture già emesse per lavori già effettuati, ma mai incassati. Se la legge imporrebbe tempi di pagamento non superiori ai 60 giorni, l’analisi svolta dalla Bureau Van Dijk per il Sole 24 ore, evidenza, al contrario, come nel 70% dei casi si tratti di residui con anzianità superiore ad un anno. I numeri parlano chiaro. Nella sola Emilia Romagna si parla di 4,8 miliardi euro (2 nella spesa corrente e 2,7 negli investimenti). Dati economici che rischiano sempre più di diventare un caso sociale, con imprese strozzate non più dai debiti, ma dai mancati crediti. Le cause alla base di tale fenomeno sono diverse. Tra tutti primeggia il patto di stabilità, che non solo blocca in pagamenti, ma ha fatto anche crollare gli investimenti. Anche quello del patto di stabilità è un mantra che gli enti locali ripetono da anni: i vincoli impongono di accumulare risorse che poi non possono essere spese, pur avendone in cassa.

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