Immobili rurali da iscrivere al catasto fabbricati


Ultima chance per i proprietari di immobili rurali ancora iscritti al Catasto terreni, per iscriverli al Catasto fabbricati, beneficiando dell’istituto del ravvedimento operoso e quindi di una riduzione significativa delle sanzioni, prima che gli Uffici provinciali-Territorio dell’Agenzia delle Entrate procedano all’accertamento.
La legge 214/2011 (cosiddetta “Salva Italia”) ha previsto infatti l’obbligo, per i proprietari di fabbricati rurali che risultavano ancora censiti al Catasto terreni, di dichiararli al Catasto fabbricati. I proprietari inadempienti riceveranno nelle prossime settimane una comunicazione da parte dell’Agenzia, che li inviterà a regolarizzare spontaneamente la situazione catastale dell’immobile, beneficiando di sanzioni ridotte. Con le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, se il cittadino provvede autonomamente all’iscrizione in Catasto può beneficiare dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni che, a titolo esemplificativo, si riducono da un importo compreso tra € 1.032 e € 8.264 ad un importo di € 172 (pari ad 1/6 del minimo). Per mettersi in regola, il proprietario dovrà presentare agli uffici dell’Agenzia, con il supporto di un tecnico abilitato, l’atto di aggiornamento cartografico (Pregeo) e la dichiarazione di aggiornamento del Catasto fabbricati (Docfa).

L’elenco dei fabbricati rurali non ancora dichiarati al Catasto dei Fabbricati è disponibile sul sito agenziaentrate.gov.it ed è raggiungibile seguendo questo percorso: Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Fabbricati rurali. Per la consultazione delle liste dei fabbricati rurali non ancora dichiarati al Catasto dei Fabbricati è necessario indicare la Provincia di interesse e il Comune catastale

Sono esclusi dall’obbligo di accatastamento alcune tipologie di fabbricati, quali ad esempio: manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati; serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale; vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni; tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e di volumetria inferiore a 150 metri cubi; fabbricati in corso di costruzione o di definizione; rudderi.
Si articola su più fronti la campagna informativa dell’Agenzia delle Entrate regionale, che ha già pubblicato sulla propria web-radio una nuova puntata, nella quale i funzionari dell’Agenzia illustrano i passaggi fondamentali della procedura.

Riproduzione riservata © 2018 viaEmilianet