Immigrazione: il last minute dei Cie


12 AGO. 2009 – Al completo, tutto esaurito, sold out. Sono i cartelli che dovrebbero comparire in quasi la metà dei Centri di identificazione de espulsione (Cie) sparsi per l’Italia. Secondo i numeri del Viminale, infatti, cinque dei 13 Cie funzionanti oggi si trovano al limite della capienza. Tra questi quelli di Bologna, dove sono soltanto 4 i posti rimasti liberi, e Modena con un solo posto.Dati che sottolineano ancora una volta quanto le politiche del governo italiano in materia di sicurezza siano il più lontano possibile dalla realtà. Si introduce infatti un reato, quello di clandestinità, senza prevedere la necessità di maggiori spazi per poter accogliere i suoi “colpevoli”. Con l’aggiunta che il ddl sicurezza prevede l’estensione a 180 giorni della permanenza nei Cie. Tre volte il limite che era in vigore prima dell’entrata in vigore di quest’ultimo pacchetto nefandezza. Una proroga di detenzione che per lo meno ha il merito di fare chiarezza sul quel poco che restava ormai di quel labile confine tra centro di accoglienza e galera. Alla mancanza di posti nei Cie si provvederà forse con lo stesso sistema applicato già nelle carceri: l’assegnazione di più utenti a stanze che prima ne contenevano la metà. Difficile infatti immaginare al momento come porre rimedio al problema. Il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, ad esempio, pochi giorni fa ha parlato di “limite del collasso” per il Cie di Ponte Galeria: “Negli ultimi venti giorni, dopo l’annuncio dell’inasprimento delle norme in tema di immigrazione, vi sono strate trasferite altre 80 persone”. Marroni ha anche raccontato del trasferimento direttamente in carcere, per mancanza di posti, di alcuni immigrati fermati. Su quante stelle dare ai Cie e quante alle carceri sarebbe interessante avviare una ricerca. Una serie di guide scritte direttamente dagli utenti, in cui trovare informazioni dettagliate su temperature, lunghezza dei tempi di attesa per ottenere i colloqui con le ambasciate di origine, numero di operatori presenti e, ovviamente, livello di affollamento.Ai confini della realtà sono le storie delle persone che vanno a popolare i Cie. Un mondo da cui sono poche le notizia che trapelano. Dentro ci sono rom nati in Italia, che sono senza documenti e che nemmeno sanno a quale nazionalità fare riferimento, se non a quella italiana che però viene loro rifiutata. Ci sono lavoratori nordafricani, in Italia da diversi anni, che nessun datore vuole mettere in regola. E ci sono anche alcune badanti, come ha denunciato recentemente Desi Bruno, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Bologna.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet