Il welfare regionaleha bisogno dei privati


BOLOGNA, 20 GEN. 2012 – Il pubblico da solo non ce la fa. Per mantenere l’attuale livello di qualità dei servizi, anche l’Emilia-Romagna ha ormai bisogno di tutte le imprese socialmente responsabili. La conferma è venuta dall’odierna quarta conferenza del PAR, il piano di azione regionale per la popolazione anziana. CNA e CNA Pensionati dell’Emilia Romagna hanno infatti trovato riscontro dei dati e dei contenuti emersi in una ricerca svolta tra i propri associati e realizzata dalla società “Anziani e non solo”, che ha verificato come vivono uomini e donne, imprenditori, dipendenti o pensionati con carichi di cura.Tale carico di cura produce, secondo la ricerca, un elevato e significativo deterioramento nelle relazioni sociali per circa il 30% delle persone coinvolte, e in modo meno pesante, ma comunque rilevante, per il 50%. La periodicità di cura e assistenza è quotidiana, con un carico di almeno 20 ore la settimana per la maggioranza dei casi e più di 40 ore settimanali per il 40% dei soggetti indagati. Già ora un numero molto grande di persone ha dai servizi pubblici un aiuto sanitario; in molti casi l’assegno di accompagnamento, in altri l’assegno di cura, ma nessun aiuto tranne quello familiare o di aiuto informale, nella loro normale vita quotidiana.“In Emilia Romagna, – spiega Lalla Golfarelli, responsabile Divisione Politiche Sociali di CNA Emilia Romagna – nonostante lo sforzo straordinario compiuto con il Fondo regionale per la non autosufficienza, restano rilevantissimi il carico di lavoro di cura per le famiglie e i relativi costi, soprattutto per le famiglie che scelgono di mantenere in casa i propri familiari non autosufficienti. Lo dimostrano le stime, 123.000, del numero delle assistenti familiari (badanti) che operano nelle nostre città. Un vero e proprio “lavoro” di cura che però nasconde il lavoro gratuito di tanti uomini e donne o quote di lavoro nero o sottopagato”. Questa è la situazione nella nostra Regione, che è certo la più virtuosa, e la conferenza di oggi lo testimonia. Ma mentre aumenta la domanda di servizi, calano le risorse a disposizione delle amministrazioni e chi si prende cura di un anziano, di una persona diversamente abile e non solo, è ogni giorno più in difficoltà. E le proiezioni della Regione dimostrano che queste difficoltà sono destinate ad aumentare. La spirale di tagli alla spesa sanitaria e sociale e alle agevolazioni fiscali alle famiglie che è stata avviata, rende ancora più difficile pensare a risposte adeguate al bisogno continuativo di sostegno per le funzioni elementari della vita per le persone non autosufficienti. E’ molto apprezzabile che dalla Regione venga l’affermazione coraggiosa che il pubblico da solo non ce la fa e che occorre vincere remore e diffidenze per andare verso un’integrazione nel welfare mettendo l’economia sociale e le imprese al centro di un nuovo sviluppo territoriale. L’affermazione del Sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Alfredo Bertelli ci sembra compatibile con la proposta della CNA di promuovere un mercato fatto da imprese responsabili, sociali e non, promosso come si è fatto per il risparmio energetico, con una potente iniezione di agevolazioni fiscali e accompagnato dalla possibilità di trasformare, in modo premiale per le famiglie, forme di sostegno al reddito legate alla non autosufficienza, in buoni servizio. Ciò appare sostenibile vista la presenza di un “mercato” destinato a crescere e non necessariamente limitato alle persone non autosufficienti, anziane e non. La Regione Emilia-Romagna è un laboratorio naturale per le politiche a favore delle persone anziane e non autosufficienti. Infatti, a fronte di quasi 4.400.000 abitanti, ha il 22,42% di residenti con oltre 65 anni, l’11,54% con oltre i 75 anni, il 6,96% con oltre 80 anni. La speranza di vita è tra le più alte in Europa e nel mondo.“Ecco perché – conclude Lalla Golfarelli – CNA vuole essere protagonista nel trovare una soluzione ai problemi e alle incertezze che non garantiscono per il futuro quella possibilità di spesa che ancora per quest’anno la Regione ha, con una scelta forte, messo in campo”. CNA Emilia Romagna è impegnata per trovare strade per rafforzare la domiciliarità, recuperare e buone esperienze territoriali sull’assistenza familiare, avviare e sostenere nuove esperienze imprenditoriali nel welfare di questa regione e per riconoscere e valorizzare il ruolo dei caregiver familiari, come ha sottolineato l’assessore Teresa Marzocchi, anche promuovendone forme di rappresentanza.

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