Il vino italianoguarda all’Africa


BOLOGNA, 17 GIU. 2013 – Il vino italiano guarda all’Africa come nuova frontiera dell’export. A segnalarlo è Wine Monitor di Nomisma, secondo cui, nel 2012, le importazioni di vino del continente africano hanno raggiunto il valore di 534,5 milioni di dollari, con una crescita del 7% sull’anno precedente e del 445% rispetto al 2002. I livelli assoluti – viene osservato dall’istituto bolognese – si presentano ancora bassi, "passando dai 1.200 dollari annui della Costa d’Avorio ai 5.300 dollari dell’Angola ma quello che deve essere monitorata è la crescita della cosiddetta classe media africana", dato che "diversi studi internazionali concordano nel prevedere uno sviluppo rilevante del numero di famiglie africane più agiate, sottolineando al contempo come già oggi la classe media, persone con più di 20.000 dollari di reddito annuo presente nel continente, sia comunque più numerosa che in India". In base ai numeri di Nomisma, i consumi totali di vino nell’intero continente sono oggi pari a circa 7 milioni di ettolitri: di questi, la metà fa riferimento al Sud Africa mentre un altro 30% risulta di pertinenza di altri 7 Paesi, ossia Angola, Algeria, Marocco, Tunisia, Ghana, Nigeria e Costa d’Avorio. In Africa, i vini più diffusi risultano essere quelli spagnoli "mentre per quanto riguarda quelli italiani – viene spiegato ancora – l’export vale oggi quasi 13 milioni di dollari, sebbene tale valore sia cresciuto del 70% in appena 5 anni. In particolare, il 43% del vino italiano esportato in Africa finisce in Nigeria, dove rispetto al 2007 il valore è aumentato del 318%, segue il Sudafrica con un altro 16% mentre il rimanente 41% del nostro vino destinato all’Africa si disperde in tutto il continente". Consistente, infine, la crescita dell’export in Mozambico, Angola e Ghana aumentato nel quinquennio 2007-2012, rispettivamente, del 737%, 133% e 69%.

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