Il vento che cambia (e il Corriere che lo segue)


26 MAG. 2008 – Stamattina per alcuni minuti l’apertura del Corriere della Sera online è stata: “Operai senza casco nel cantiere della Cgil – Dichiarazioni di fuoco dei dirigenti sindacali quando hanno visto il filmato. Ma era un loro appalto”. E poi: “Ma alla fine il cerino resta in mano a Legacoop”. La storia è questa: tre studenti dell’Università Cattolica di Milano consegnano alla redazione del Corrierone un “un dossier completo di foto, video e relazione scritta” su un cantiere in zona Piazzale Corvetto/Corso Lodi a Milano. Spiega l’autorevole Corriere che il terreno su cui sorge il cantiere era della Cgil di Milano (una delle Camere del Lavoro più antiche e grandi d’Italia), la quale lo ha ceduto in cambio non di soldi ma della costruzione di alcuni uffici in sito. Oltretutto ottenendo un milione di euro di contributi dalla Regione Lombardia, quella del governatore Formigoni. I tre ragazzi fanno vedere prima il materiale a un responsabile della Fillea (il sindacato degli edili), senza però specificare di che cantiere si tratta. Il sindacalista, alla vista delle infrazioni (operai senza casco, appesi alle impalcature senza imbracature eccetera) si dimostra giustamente scandalizzato. Quando la Cgil viene a conoscenza che il cantiere è quello di via Oglio contatta Legacoop (che lo ha in appalto) chiedendo spiegazioni e avverte anche l’Asl. A questo punto il Corriere interpella Luca Bernareggi, presidente di Legacoop Lombardia, che dice la sua su una realtà di 1.800 cooperative associate e sulla mancanza di cultura della sicurezza del lavoro in Italia che è il vero problema che mette a rischio ogni giorno molte vite umane. Dov’è in tutto questo la vera notizia, secondo noi? Proprio nel fatto che il Corriere abbia deciso di dare tanto risalto al “dossier” dei tre studenti e di sferrare un attacco a freddo sia al sindacato sia alle cooperative. Il Corriere non è mai stato un giornale di sinistra. L’unico a sostenere (e pensare? chissà se lo pensa davvero) il contrario è Silvio B. Il Corriere è governativo da sempre, si allinea. Niente di male, basta saperlo. Questa volta (contrariamente ad altri momenti in cui Silvio B. è andato al governo), l’allineamento è stato molto più rapido e deciso: immigrati, rifiuti, nucleare. Adesso addirittura il Corriere precorre i tempi, perché per ora il Governo non ha ancora avuto tempo di occuparsi a tempo pieno di smantellamento del sindacato e di attaccare le coop “rosse”. Meglio mettersi avanti, avrà pensato giustamente qualche appartente alla non-casta non-categoria dei giornalisti. Esisteva una volta quello che gli inglesi (creatori del giornalismo moderno) chiamano “follow up”. Cioè, di fronte a una notizia, a una dichiarazione il giornalista deve chiedersi se è verosimile, se è sensata. Georges Simenon una volta dichiarò a un giornalista di aver avuto 10mila donne nella sua vita. Il giornalista non fece un minimo di follow up e lo scrisse. Persino per il grande latin lover sarebbe stata un’impresa: una nuova donna al giorno, ogni giorno (Natale e Pasqua compresi) per 27 anni. Una maratona, un martirio… Ecco: quello che vogliamo segnalare nell’articolo del Corriere (e in gran parte della stampa italiana oggi) è la mancanza del follow up, del senso comune. Che c’entra il fatto che l’appalto fosse della Cgil? Che c’entra la dirigenza di Legacoop con un singolo cantiere non in regola? E’ così, a colpi di presunti scoop, che si combattono le morti bianche (sulle quali anche il Corriere versa periodicamente le sue lacrime di coccodrillo)? Questa “notizia” ci fa venire in mente ben altro e cioè un vecchio atteggiamento della Destra (quella di Almirante e di Andreotti per intenderci) di tanto tempo fa. A dimostrazione che quello che stiamo vivendo è un clima vecchio, da ritorno al passato, pericoloso.  Una volta non era tanto raro sentire, al passaggio di una macchina, commenti del tipo: “Guardalo quello lì, fa il comunista e poi c’ha la macchina!”. Adesso la macchina ce l’hanno persino i comunisti (cioè le macchine esistono sempre, i comunisti…. insomma). E allora giù sul sindacato e sulle cooperative: “Guardali quelli là fanno tanto i comunisti e poi il cantiere fuori regola ce l’hanno anche loro”. Uguale.

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