Il sindaco di Piacenza e il Po: “Completare la bonifica”


PIACENZA, 4 AGO. 2010 – La macchia nera di gasolio proveniente dal Lambro aveva invaso il Po alla fine di febbraio. E ora, più di 5 mesi dopo, è necessario completare al più presto la bonifica del Grande Fiume. A farsi portatore della richiesta, attraverso una lettera al ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, è il sindaco di Piacenza e vicepresidente dell’Anci con delega alla Protezione Civile Roberto Reggi. Che ha deciso di intervenire "in considerazione delle preoccupanti segnalazioni emerse dalle analisi di Arpa Emilia-Romagna". Reggi ha sottolineato "la necessità che non venga meno l’impegno congiunto di tutte le istituzioni coinvolte, che nei mesi scorsi ha permesso di arginare le conseguenze del rilascio di inquinanti dovuto allo sversamento di idrocarburi dal Lambro, dimostrando che tempestività ed efficienza negli interventi sono una componente fondamentale della loro buona riuscita". Per questo, ha scritto il sindaco, "mi rivolgo in particolar modo all’amministrazione provinciale perché faccia valere il ruolo di coordinamento assunto in seguito all’emergenza, e al Ministero affinché si impegni a sbloccare, a breve, i fondi indispensabili per poter effettuare tutte le operazioni necessarie a garantire il completo ripristino delle condizioni di salubrità ambientale di quella grande, vitale risorsa idrica che è il fiume Po"."Il territorio piacentino – ha ricordato Reggi – si è assunto l’onere di sforzi consistenti per limitare e contenere i problemi provocati dal flusso di sostanze nocive, ma oggi rischia di pagare, al pari se non più delle altre zone coinvolte, il prezzo di danni ecologici gravi e tutt’altro che trascurabili". Lo dimostra, secondo Reggi, la relazione di Arpa ‘Non si chiude l’emergenza senza la bonifica’, che evidenzia "come la questione non possa dirsi risolta se non si completano le indagini relative al deposito di idrocarburi sui fondali e sulle sponde, prevenendo il rischio che questi si diffondano rapidamente in occasioni degli eventi di piena". Dunque, è la conclusione del primo cittadino piacentino, "procrastinare ulteriormente queste analisi nonché l’eventuale e conseguente intervento di bonifica, significherebbe mettere a rischio gran parte del lavoro svolto sinora, ed esporsi a costi che, in termini di tutela dell’ambiente, sarebbero ben più alti di quello della bonifica stessa".

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