Il sindacato: no allo scorporo di Rimini Fiera


in collaborazione con Teleromagna 21 GEN. 2009 – No allo scorporo sì all’integrazione con Bologna. Il piano di riorganizzazione societaria presentato da Rimini Fiera, che prevede la separazione delle proprietà immobiliari dalla gestione riguardante l’organizzazione fieristica, è per Cgil, Cisl e Uil di Rimini, "un progetto sbagliato poiché di fatto, la separazione della produzione degli eventi fieristici dalla società che li esprime rende praticabile, in futuro, una possibile delocalizzazione degli eventi con il depotenziamento dell’economia e dell’indotto". Per i sindacati, "la scelta di Rimini Fiera di scorporo degli immobili è comunque in contrasto con l’orientamento contenuto nella legge regionale che ha definito l’ordinamento del sistema fieristico regionale, prevedendo, in particolare, che il soggetto gestore del Centro Fieristico, disponga anche dei beni immobili e mobili adibiti a finalità ed usi fieristici".I sindacati ricordano "l’impegno congiunto, dei soci pubblici, nel caso di Bologna, di mantenere l’unitarietà della proprietà e della gestione e, nella auspicabile ipotesi di una integrazione tra le due Fiere di Bologna e di Rimini, si avrebbero assetti societari diversi qualora si realizzasse il progetto di scorporo annunciato da Fiera Rimini. L’unitarietà nel suo complesso rappresenta invece, il valore aggiunto di tutto il Quartiere Fiera. Nel contempo è necessario accelerare l’ingresso della Regione Emilia Romagna come ulteriore socio pubblico, nella compagine azionaria delle Fiere di Bologna, Rimini, Parma Piacenza, così come deciso dalla Regione". In questa fase – concludono i sindacati – "diventa prioritario rilanciare il progetto di integrazione tra i due Centri fieristici di Bologna e di Rimini per realizzare un grande polo fieristico tra i più importanti del nostro Paese.

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