“Il segreto di stato nasconde i mandanti della strage”


BOLOGNA, 2 AGO 2010 – Alle 10.25 di stamattina nella piazza antistante la stazione di Bologna è risuonato per la trentesima volta il triplice fischio del treno in ricordo degli 85 morti e degli oltre 200 feriti provocati dall’esplosione della bomba nella sala d’aspetto di seconda classe del 2 agosto 1980. Il minuto di silenzio ha accompagnato di nuovo un’intera città nel ricordo della sua tragedia più grande. Un silenzio partecipe, ben diverso dal silenzio delle istituzioni, rappresentato per la prima volta palesemente dall’assenza di un membro del governo sul palco della commemorazione. Un silenzio colpevole, che minaccia di allungare ancora il segreto di stato sugli atti."Il segreto di stato è l’ostacolo principale all’accertamento completo della verità", ha detto dal palco Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione tra i familiari delle vittime, "prolungarlo anche dopo trent’anni vuol dire solo voler mantenere l’impunità su chi questa strage l’ha voluta".Un intervento lucido e vibrante, quello di Bolognesi, sostenuto e interrotto a più riprese dagli applausi scroscianti della folla, unita in una sola voce. "Oggi come trent’anni fa questa è una piazza di solidarietà e di democrazia", ha detto Bolognesi, che ha ricordato gli attimi febbrili di quel 2 agosto maledetto, con l’autobus di linea 37 trasformato in carro funebre per tutto il giorno, per lasciare le ambulanze a disposizione dei feriti."Sulla strage noi conosciamo la verità" ha detto Bolognesi, "Sappiamo che fu commessa dai Nar e materialmente dai neofascisti Mambro, Fioravanti e Ciavardini, che ci furono depistaggi da parte di Licio Gelli e di altri altissimi esponenti della loggia massonica P2 e dei servizi segreti". Bolognesi ha letto poi i nomi delle altre vittime dei Nar, come il magistrato Mario Amato, "ucciso pochi mesi prima della strage perché aveva informato il Consiglio superiore della magistratura sulla pericolosità dinamitarda dei Nar". "Nonostante questi delitti accertati e decine di ergastoli – ha continuato Bolognesi – Mambro e Fioravanti sono ora liberi, dopo aver scontato soltanto due mesi di prigione per ognuna delle oltre 90 vittime: impunità in cambio di omertà".Bolognesi ha poi parlato delle piste alternative: "La pista internazionale generata dalla commissione Mitrokin (che vede al centro la figura del terrorista tedesto Krahm, ndr) finirà come sono finite tutte le altre – ha detto – la procura cerchi i mandanti, noi familiari siamo pronti a dare il nostro contributo".IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO – Prima di Bolognesi, avevano preso la parola Camilla Andreini e Antonella Zuffa, nate entrambe nel 1980, per leggere i nomi delle 85 vittime della strage. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invece inviato un messaggio che è stato letto alla piazza. "Desidero mandare un pensiero commosso e partecipe alle vittime e ai loro familiari", ha scritto Napolitano, che ha auspicato che la vicenda giudiziaria "non ancora esaurita" possa "colmare le persistenti lacune e ambiguità". Il Presidente ha poi invitato i familiari delle vittime a continuare a impegnarsi per diffondere "la cultura della tolleranza".

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