Il segno della crisi: consumi elettrici in calo


16 LUG 2009 – Un calo dei consumi elettrici (soprattutto da parte delle industrie) molto superiore alla media nazionale. E’ questo uno dei segnali che la crisi economica sta investendo l’Emilia-Romagna in profondità. Nella nostra regione i consumi elettrici sono calati, e ben più della media nazionale: nel 2008 il fabbisogno elettrico è stato di 29 miliardi di kilowattora (8,5% del totale nazionale), con una flessione del 1,3% rispetto al 2007.I consumi elettrici, secondo il dato diffuso da Terna, la società che gestisce la rete elettrica, per abitante sono stati pari a 6.462 kWh. La produzione di energia elettrica della regione è stata di 26,4 miliardi di kWh, in aumento del 3,0% rispetto al 2007. In dettaglio, la produzione termoelettrica (25,5 miliardi di kWh) é cresciuta del 2,1%, quella idroelettrica (1,2 miliardi di kWh) è aumentata del 9,4%, la produzione eolica (3,2 milioni di kWh) è in calo del 11,1%. La produzione fotovoltaica si è attestata sui 17,6 milioni di kWh. Il deficit di produzione, coperto con l’energia fornita dalle altre regioni, è stato di circa 2,7 miliardi di kWh, pari al 9,2% del fabbisogno (12,9% nel 2007). Nel 2008 la suddivisione dei consumi di energia elettrica per settore di attività conferma l’industria al primo posto con una quota pari al 48,2% del totale. Seguono il terziario (29,7%), il domestico (18,9%) e l’agricoltura (3,3%): in flessione sono, in particolare, i consumi dell’industria (-3,4%) e dell’agricoltura (-3,9%).

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