Il salto dei grillini


BOLOGNA, 30 MAR. 2010 – Sorpresi ma non troppo. I seguaci di Beppe Grillo in Emilia-Romagna non hanno strabuzzato gli occhi davanti all’ottimo risultato conseguito. Un 7% frutto di una campagna elettorale condotta con armi di fortuna e praticamente oscurata dai media nazionali nonostante la presenza del Movimento cinque stelle in cinque regioni. Non si è visto, ad esempio, in televisione Beppe Grillo che galleggia su un canotto trasportato dalla marea di gente in piazza del Nettuno a Bologna per il comizio di chiusura della campagna elettorale. Scene di populismo, secondo gli elettori più tradizionali del Pd. Ma, al di là delle frasi fatte, la realtà è che Giovanni Favia, dopo essere entrato in Consiglio comunale a Bologna (sciolto in seguito alle dimissioni di Delbono), ora entra anche in Consiglio Regionale, portandosi con sé anche un secondo grillino (probabilmente a seguirlo sarà la modenese Sandra Poppi). "L’inizio di un percorso", titola il blog di Beppe Grillo celebrando mestamente, senza mostrare sorpresa, il risultato della prima volta dei grillini alle regionali. Ma il percorso è iniziato cinque anni fa, nel gennaio 2005, proprio col primo post del comico nel suo blog. Proprio da lui che in un paio di tour antecedenti al suo debutto su internet, i computer li prendeva a mazzate durante i suoi spettacoli nei palazzetti. Il binomio Grillo-Rete, invece, in pochi mesi diventa indissolubile, racimolando via via uno sciame sempre più vasto di seguaci internauti che come spugne assorbono ogni contenuto di cui si parla sul blog.Il primo passo dal virtuale al reale è segnato dall’utilizzo di meetup.com, un sito americano che per cinque dollari al mese fornisce a un gruppo locale una piattaforma per discutere prima sulla rete e poi dal vivo di argomenti condivisi. Ne nascono a migliaia come funghi nel giro di poche settimane. Periodicamente, poi, Beppe Grillo chiama a convention i suoi "Amici", affittando a spese proprie teatri o palazzetti per ascoltare uno a uno i gruppi di grillini delle città d’Italia. Sembrano incontri di gente a metà strada tra gli iscritti al Club di Topolino e a un nuovo partito ecologista italiano. In prima fila ci sono i giovani, prevalentemente quelli che hanno preso le distanze dalla politica, o, più semplicemente, che nella politica hanno trovato solo terra bruciata sotto i loro piedi.Dai Meetup alle liste civiche il passo è breve. Il primo grillino a farcela è David Borrelli che nel 2008 entra nel Consiglio Comunale di Treviso. Per un pelo manca il salto in quello Regionale del Veneto, regione che ha nel proprio regolamento uno sbarramento del 4%, mancato per un soffio dal Movimento di Grillo. Ma è in Emilia-Romagna che i grillino riescono a spopolare, con consiglieri nei maggiori comuni, tra cui Bologna, Modena e Reggio Emilia.Rubano voti alla sinistra. Sono un voto di protesta. E’ antipolitica. Chi mastica di politica si interroga. Forse, più semplicemente, per dare una provenienza al numero di elettori che li sostiene, basta inquadrare il fenomeno dei grillini all’interno di quella corrente verde che sta godendo di ottima salute in Europa. I temi dell’ecologia, della sostenibilità, dell’energia sono i cavalli di battaglia della politica grilliana. Vengono trattati con quella chiarezza che un partito come il Pd non può permettersi poiché trascinato per la giacchetta dai poteri forti quando si parla di inceneritori, acqua pubblica e alta velocità. "Il voto a Grillo in Piemonte ci ha rovinato", ha dichiarato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Noi non c’entriamo", gli ha risposto Beppe Grillo. Lo scorso agosto il comico blogger si era fatto avanti per correre alle primarie del maggiore partito del centro sinistra, che però ne aveva rifiutato l’iscrizione. Al prossimo congresso, ai piani alti del Pd, potrebbe valere la pena valutare con maggiore ponderatezza una possibile candidatura di Grillo.

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