Il “rondismo” e l’inganno leghista


MERCOLEDI’ 12 AGO 2009 – Non accetta lezioni da nessuno sulla sicurezza cittadina Giuliano Barbolini, senatore Pd e sindaco di Modena negli anni ’90. L’argomento è quello infuocato delle ronde, che oltre a scuotere (poco) l’opinione pubblica italiana ha generato un dibattito interno anche al Partito democratico, dove il vasto fronte del ‘No alle ronde’ è staato scalfito da qualche voce dissenziente e possibilista, come quella del sindaco di Genova Marta Vincenzi."Abbiamo cominciato a praticare la sicurezza partecipata – dice Barbolini, ricordando la sua esperienza a sindaco di Modena – almeno fin dal 1996, ma non l’abbiamo mai fatto in contrapposizione al potenziamento delle forze dell’ordine e della polizia municipale. Lo abbiamo fatto – continua – con il confronto positivo con i comitati dei cittadini e l’avvio di progetti come ‘Vivere sicuri’ e ‘Non da soli’, che negli anni si sono rivelati una risorsa importante per le politiche della sicurezza in città. Ma – sottolinea – non abbiamo mai considerato queste iniziative come alternative o contrapposte al potenziamento delle forze dell’ordine e a una maggiore presenza della polizia municipale sul territorio".Sta tutto qui, secondo Barbolini, "l’inganno del rondismo", cioè l’illusione che le forze dell’ordine, insufficienti e ancor più vessate da tagli di finanziamenti, possano essere "surrogate da associazioni di privati cittadini con una forte impronta ideologica".Secondo Barbolini, la partecipazione dei cittadini alla sicurezza può essere utile solo se c’è, parallelamente, un rafforzamento delle forze dell’ordine "regolari". Tanto più che, aggiungiamo, il decreto sulla sicurezza prevede che sulle ronde vigili la polizia, che quindi non vedrà ridursi i suoi impegni, ma casomai li vedrà aumentare. Se poi le ronde faranno il loro dovere e segnaleranno i crimini alla polizia, inevitabilmente ci sarà ancor più da fare. Evidentemente, l’unico modo per garantire la sicurezza dei cittadini è potenziare gli organici e le risorse delle forze dell’ordine."Esattamente il contrario di quello che fa la destra – sostiene ancora Barbolini – Da una parte mortifica il ruolo e le funzioni delle forze dell’ordine, tagliando risorse ed organici; dall’altra mette in campo le ronde che creano solo l’illusione di un maggior controllo del territorio. Che il rafforzamento delle forze dell’ordine sia un elemento decisivo nel contrasto della criminalità e nel controllo del territorio è confermato dal calo dei reati nelle città italiane, come certificato dallo stesso ministero dell’Interno. Un calo che non è iniziato l’ anno scorso – insiste Barbolini – ma ben 16 anni prima".

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