Il ritorno di Schumi, qualche dubbio e tante certezze


MARTEDI 4 AGO 2009 – Mancano 18 giorni al ritorno in gara ufficiale in Formula 1 di Michael Schumacher, che prenderà il posto di Felipe Massa nel Gran Premio d’Europa sul circuito di Valencia. Man mano che passa il tempo, cresce l’attesa per un evento capace di risvegliare d’un colpo l’attenzione degli appassionati su uno sport palesemente in crisi. Dopo molti Gran Premi che avevano visto un crollo degli spettatori sugli spalti, si è aperta la caccia ai biglietti per la gara del prossimo 23 agosto, che vedrà di nuovo sulla griglia di partenza Kaiser Schumi. I tifosi e il team della Ferrari, ovviamente, sono i più trepidanti: saprà il sette volte campione del mondo risollevare le sorti della scuderia di Maranello, che in questa stagione ha collezionato solo tre podi (due terzi e un secondo posto) e nessuna vittoria?LA GARA INCOMBE Difficile rispondere adesso. Alcuni problemi sembrano difficili da risolvere nel pochissimo tempo a disposizione. In primo luogo, alcuni team (Williams, Red Bull e Toro Rosso) hanno posto il veto sulla possibilità per Schumacher di avere una deroga al regolamento, che vieta di effettuare test durante la pausa estiva. In questo modo, Schumacher non potrà provare la F2009 prima del weekend valenciano, e arriverà al venerdì di gara senza esserci mai salito dentro. La situazione è problematica anche perché, negli ultimi due anni, le vetture hanno subito grandi cambiamenti, primo tra tutte l’uso del kers: Schumi sarà costretto ad adattarsi in fretta alla nuova tecnologia. Bisogna aggiungere che sfortuna vuole che il prossimo Gran Premio sia quello di Valencia, uno degli unici circuiti del mondiale sul quale il campione tedesco non ha mai guidato (essendo in calendario solo dal 2008).I PROBLEMI AL COLLO Inoltre, continuano a preoccupare le sue condizioni fisiche: Schumi ha infatti avuto un incidente in febbraio, che gli ha lasciato un fastidio al collo, che in Formula 1 è soggetto a fortissime sollecitazioni. Ancora oggi, il pilota ha dichiarato di non essere ancora al 100% della forma. Però ha anche detto di aver già perso 3 chili e di essere al lavoro per recuperare massa muscolare. Non bisogna dimenticare, inoltre, che sono quasi tre anni che Schumacher non affronta un vero Gran Premio, quindi non si può essere certi della sua tenuta fisica.UNA FERRARI NON BRILLANTE Infine, Schumacher non godrà certo della macchina migliore. La Ferrari, tra errori tecnici, scarsa affidabilità e sfortuna, ha collezionato una serie incredibile di insuccessi in questa stagione. Tuttavia, il secondo posto di Raikkonen nell’ultima gara prima della sosta lascia ben sperare che il gap dalle Red Bull e dalle Brawn Gp sia ormai stato colmato.CAMPIONE FINO ALL’ULTIMO La stessa speranza ce l’ha anche Schumacher, che di certo non avrebbe accettato questa sfida se non pensasse di poter essere in quache modo protagonista. Del resto, Schumacher non è mai stato un comprimario. Basti ricordare che ha abbandonato la Formula 1 alla fine del 2006 classificandosi secondo nella classifica generale e lottando fino alla fine per il Mondiale. Nell’ultima gara, Schumi fu protagonista di una spettacolare rimonta dall’ultimo al quarto posto, completata da un sorpasso memorabile proprio ai danni di Kimi Raikkonen, che l’anno successivo avrebbe vinto il Mondiale sulla sua Ferrari. IL RITORNO IN PISTA Questa sfida, poi, gli dà la possibilità di tornare a fare la cosa che gli riesce meglio nella vita. Il ruolo di superconsulente che la Ferrari gli ha cucito addosso dopo il ritiro, infatti, gli è sempre andato stretto. La collaborazione, era evidente, aveva più l’obiettivo di catalizzare l’attenzione, piuttosto che coinvolgere Schumi nelle scelte del team: difatti, le due parti avevano già deciso di non rinnovare il contratto al termine di questa stagione. Tornare in pista, per Schumi, è come mettersi in tuta dopo una giornata passata in giacca, cravatta e scarpe scomode. Inoltre, l’essere stato ai box per quasi tutti i Gran Premi gli consentirà di non partire proprio da zero nella conoscenza della macchina e, altrettanto importante, della squadra.ANCORA IL MIGLIORE Infine, non vanno sottovalutate le motivazioni agonistiche, che per un pilota sono tutto. L’entusiasmo con il quale Schumi ha accettato la proposta di tornare in pista si spiega tutto con la voglia di confrontarsi (e di battere) i suoi vecchi rivali, come Alonso e Raikkonen, e i giovani "fenomeni", da Hamilton a Vettel. Se dovesse riuscirci, avrebbe ancora una volta dimostrato di essere il più forte di sempre. In realtà non ce ne sarebbe bisogno, ma è meglio lasciare che se ne convinca: una motivazione come questa può valere un secondo in meno al giro.

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