Il ritorno dell’Ici, una mazzata da 5 miliardi


6 DIC. 2011 – Cambia nome ma il significato resta quello: tassa sul mattone. La manovra del governo Monti anticipa l’Imu (Imposta municipale unica), vale a dire il ripiego escogitato dal federalismo fiscale, previsto a partire dal 2012, per arginare il disastro dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa voluto dall’esecutivo precedente. Tra i provvedimenti che entreranno in vigore c’è anche il ritocco al rialzo del 60% dei valori catastali.Per vedere gli effetti di questi balzelli, si può prendere d’esempio Bologna. Secondo l’Uppi, Unione piccoli proprietari immobiliari, sotto le due torri, tra Irpef e addizionale, l’effetto della manovra sull’abitazione principale si tradurrà in un aumento di 360 euro rispetto a oggi, e di 520 euro per quanto riguarda l’Imu sempre sulla prima casa (con 0,5% e deduzione di 200 euro). Inoltre, le imposte sull’acquisto dovrebbero aumentare di 1.202 euro, con beneficio prima casa, e di 3.060 euro senza quel beneficio.La maggior parte delle famiglie possiede un appartamento di categoria A3, al catasto definito come economico. Si tratta di 150 mila abitazioni che comporteranno ai proprietari una tassa lorda di 626 euro. Il colpo è invece di 1200 euro per i proprietari di abitazioni di categoria A2, mentre per i villini di fascia A7 si dovranno sborsare oltre 1800 euro.Rincari che si ripercuoteranno sul mercato immobiliare, e anche su quello degli affitti. I proprietari cercheranno di trasferire alle tasche degli affittuari parte degli aggravi.

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