Il risparmio in Emilia Romagna


Gli italiani riescono ancora a risparmiare: il patrimonio delle famiglie, anche se non equamente distribuito, è di circa 4mila miliardi di euro. E “il sole 24 ore” ha fotografato le nuove scelte di investimento: timori ed incertezze hanno fatto aumentare la cosiddetta liquidità, l’85% degli intervistati detiene un conto corrente, in Emilia-Romagna si sale all’88,5. L’orientamento prevalente è conservativo, lontano, per quanto possibile, dai rischi: a livello nazionale solo il 15% dichiara di possedere investimenti azionari, fondi comuni o altre forme di risparmio gestito, percentuale che sale a 21 nella nostra regione, dietro solo a Lombardia e Piemonte. Sopra la media, 20% dell’Emilia-Romagna contro il 15 nazionale, anche il dato sugli investimenti più sicuri, come titoli di stato, obbligazioni e buoni postali. Una ricerca di Standard & Poors avverte però che in Italia è molto scarsa la cultura finanziaria: i rendimenti sotto zero dei titoli di stato, insieme alle turbolenze dei mercati e le nuove regole sul “bail-in” bancario stanno modificando le abitudini degli italiani, per anni affezionati “bot-people”, che ora si affidano sempre più ad investitori professionisti. I libretti di risparmio sono più diffusi nelle regioni del sud, mentre stupisce, per l’Emilia-Romagna, il dato sotto la media degli strumenti previdenziali: fondi pensione e assicurazioni sulla vita sono diffuse per il 29% a livello nazionale, un punto e mezzo in più rispetto alla nostra regione.

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