Il ricordo di quei morti, 61 anni dopo


MODENA, 9 GEN 2011 – Uniti nel passato, divisi nel presente. A deporre la corona d’alloro al cippo che ricorda una tragica data, il 9 gennaio di 61 anni fa – quando 6 lavoratori vennero uccisi dalla polizia durante la manifestazione per la riapertura delle Fonderie Riunite di Modena – i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Pivanti, Falcone e Tollari, accompagnati dal sindaco di Modena, Pighi. Quei fatti del 1950 segnarono il momento più acuto del clima conflittuale che si viveva nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. Un sacrificio di vite umane che contribuì ad avviare, poco dopo, il difficile cammino della costruzione della democrazia industriale, democrazia le cui fondamenta oggi sono alquanto fragili, secondo una parte del mondo sindacale. Il timore più grande è che quelle conquiste, pagate con un prezzo così alto, vadano perdute. A margine della commemorazione un gruppo di ragazzi dello spazio occupato Guernica ha contestato il consigliere della Lega Nord, Mauro Manfredini presente, insieme a tanti altri politici e amministratori, all’iniziativa. Solidarietà a Manfredini è stata espressa poco dopo la cerimonia dal segretario della Uil, Luigi Tollari. “Nessuno – scrive – può prendersi il diritto di decidere chi è legittimato a partecipare. Sulla commemorazione di stamane è intervenuta anche Rifondazione Comunista: “La cerimonia alla quale abbiamo assistito – si legge in una nota – guarda all’oggi, alla condizione dei lavoratori in piena crisi occupazionale e non solo al passato”. Per Andrea Galli del Pdl “Quei morti appartengono a tutti e da tutti devono essere ricordati. Chi mi ha contestato non sa nulla di quanto accadde 61 anni fa”. “Farò la proposta al partito al quale appartengo – continua Galli – di partecipare il prossimo anno con una vera delegazione”.

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