Il ricco, il nome e il cammello


19 MARZO 2009 – Facilius est camelum per foramen acus transire quam divitem intrare in regnum caelorum. Parola di Gesù, riportata da Matteo nel capitolo XIX v.24 del suo Vangelo. Un po’ ingeneroso verso quei ricchi che comunque si meritano il Paradiso per le loro opere in vita, ma comunque di monito affinché la ricchezza non diventi ostacolo ad una esistenza cristianamente proba. L’avere disponibilità liquide in vita non è comunque di per sé un disvalore, e non lo è in assoluto neppure per la Chiesa. Succede anzi che mille euro donati a buon fine possano aiutare ad avvicinarsi con qualche titolo referenziale in più al giorno del Giudizio.“Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” recita il progetto della Fabbrica del Duomo di Reggio Emilia, volto a reperire fondi per il completamento del restauro della Cattedrale. Chi donerà mille euro avrà il proprio nome (o a scelta quello di un proprio caro) scolpito nell’opera d’arte di Graziano Pompili che verrà installata tra la chiesa superiore e la cripta. Cinquemila euro daranno diritto a cinque nomi e via così. Il problema è quella soglia minima dei mille euro sotto la quale non è prevista nessuna incisione e qualche malumore, anche in ambienti cattolici, in questi giorni è serpeggiato. Tutti coloro che intendessero fare una donazione senza potersi permettere la cifra tonda del nome scolpito ad imperitura memoria, possono comunque affidarsi ad una riflessione, di spessore ben più profondo delle dimensioni di una incisione, che ci fece vent’anni fa e in tutt’altro contesto un Monsignore reggiano allora presidente della Caritas: “La vera generosità è anonima” disse “perché nasce dal cuore ed è schiva alla menzione”. I nomi di chi donerà solo dieci o cento euro non saranno scritti sulla pietra o sul rame, insomma, ma nel Cielo anch’essi sì, perbacco!

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