Il reggiano Mario Cipressi alla guida del Cea Emilia-Romagna


3 APR. 2009 – E’ reggiano il Presidente regionale del CEA, il Coordinamento degli enti ausiliari dell’Emilia-Romagna. Si tratta di Mario Cipressi che attualmente è coordinatore del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia. Mario Cipressi, 46 anni, lavora al Ceis dal 1983. Dopo aver diretto diverse strutture del centro di solidarietà, da alcuni anni si occupa del progetto sperimentale “No cocaine” che vede la collaborazione del Comune e del Sert di Reggio Emilia. Il Coordinamento CEA raccoglie tutti i 29 Enti Ausiliari che gestiscono le Comunità Terapeutiche iscritte all’Albo della Regione Emilia Romagna. Gli Enti Ausiliari (correntemente conosciuti come Comunità terapeutiche) sono presenti in modo capillare su tutto il territorio regionale. Offrono servizi residenziali o semiresidenziali con percorsi “classici” (pedagogico-riabilitativi e terapeutico-riabilitativi), ma anche servizi più innovativi, sorti negli ultimi anni in risposta a bisogni emergenti (trattamenti per utenti con doppia diagnosi, per coppie, per madri o padri con figli minori, centri-crisi, centri di osservazione e diagnosi). “I prossimi tre anni – spiega Mario Cipressi – ci vedranno impegnati a rendere il sistema di contrasto alle dipendenze maggiormente orientato all’integrazione tra pubblico e privato. Nella regione Emilia-Romagna è oramai evidente che anche i servizi privati accreditati come le comunità svolgono di fatto un servizio di tipo pubblico – aggiunge Cipressi – questa caratteristica oltre ad essere preservata dovrà vedere in futuro uno sviluppo per rendere ancora più prossimi i servizi ai bisogni delle persone”. Cipressi ha concluso ringraziando: “Matteo Iori che nel suo mandato precedente ha costruito le basi per una buona integrazione tra le diverse Comunità terapeutiche, tra il Cordinamento regionale e l’Amministrazione regionale”. Le sedi operative degli Enti ausiliari iscritti all’Albo regionale sono 79 di cui 59 residenziali, 6 semiresidenziali e 14 miste residenziali/semiresidenziali. La capacità ricettiva totale è di 3112 posti di cui 2520 residenziali e 592 semiresidenziali. Per 23 la tipologia di offerta è pedagogico/riabilitativa; tra le rimanenti 56 sedi operative ad offerta terapeutico-residenziale sono comprese una struttura e un modulo per tossicodipendenti con gravi patologie psichiatriche, 4 strutture che accolgono madri o padri tossicodipendenti con figli minori e 6 centri crisi/osservazione e diagnosi residenziali.Il Coordinamento, riconosciuto da apposita delibera regionale, ha come compiti Statutari: di dare il proprio contributo alle istituzioni orientando la definizione delle politiche sociali e sanitarie, definire le rappresentanze all’interno degli organi decisionali e/o consuntivi presso i ministeri competenti, la Regione e gli Enti Locali, favorire la collaborazione tra le diverse organizzazioni nei campi della formazione, ricerca e progettazione. Gli associati hanno redatto un Documento Base che esprime i punti comuni che ne definiscono l’identità culturale e i principi ispiratori della propria attività. Tra questi la dignità della persona umana, la vita di relazione come strumento privilegiato di crescita, il ruolo centrale della collaborazione pubblico/privato, il rifiuto di qualunque forma di coercizione. Il costante dialogo tra il CEA e la Regione Emilia Romagna ha fortemente influenzato la produzione legislativa nella nostra regione e la creazione e sviluppo di quello che si definisce il Sistema Emiliano-Romagnolo dei Servizi pubblico/privati per le Tossicodipendenze; sistema considerato fra i più validi a livello nazionale. Il ruolo attivo del privato sociale si è giocato fin dalla definizione delle politiche regionali in materia di tossicodipendenza e nello sviluppo che queste hanno avuto nel tempo, tanto per quello che riguarda gli aspetti normativi quanto per ciò che riguarda quelli economici.

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