Il Prosciutto di Parma accelera sull’export


PARMA, 12 GIU. 2012 – Consolidare le attuali esportazioni e cercare nuovi sbocchi. Questo l’obiettivo del Consorzio del prosciutto di Parma alla cui guida oggi è stato riconfermato Paolo Tanara, 46 anni, vicepresidente dell’omonimo prosciuttificio di Langhirano. Eletto la prima volta nel 2009, Tanara sarà affiancato per questo mandato dai vicepresidenti Nino Barazzoni e Giorgio Tanara."Il nostro obiettivo – sottolinea il presidente rieletto – è quello di puntare sulla qualità e sulle specificità che rendono il Prosciutto di Parma così famoso e apprezzato in tutto il mondo". Anche per questo motivo, sostiene Tanara, "rafforzeremo la nostra presenza in tutti i mercati e valuteremo con attenzione nuovi sbocchi commerciali, puntando ai paesi extra-europei".Dal 16 per centro di tre anni fa, l’export è passato al 26. In dieci anni è aumentato del 50%. Il comparto del prosciutto di Parma vale 1,6 miliardi di euro e una filiera produttiva che comprende 4.300 allevamenti suinicoli, 140 macelli, 3 mila addetti alla lavorazione nella provincia di Parma e 30 mila persone che lavorano nel circuito tutelato.Paolo Tanara coi giornalisti ha parlato del problema della contraffazione, contro il quale il Consorzio continuerà a chiedere la protezione da parte di iniziative del governo e dell’Unione Europea. Altro pericolo per la qualità e l’eccellenza del prodotto sta nell’ambiente. Sulla questione dell’inceneritore di Parma Tamara ha detto "Se comporta rischi sarebbe meglio non accenderlo. Ci penserà il nuovo sindaco Pizzarotti, come ha annunciato nella campagna elettorale". Altri rischi sul fronte dell’inquinamento sono legati alla crescita esponenziale delle centrali a biomassa in territori in cui vengono allevati i suini. Questi impianti, è il parere del presidente del Consorzio, "influiscono sull’alimentazione degli animali".

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