“Il prezzo fissato da Lactalis non è giusto”


18 MAG. 2011 – I francesi devono sganciare di più, in ballo c’è il controllo di un grande gruppo alimentare. La vedono così i consiglieri d’amministrazione di Parmalat che ieri hanno giudicato sottostimato il prezzo di 2,60 euro per azione offerto da Lactalis per rastrellare i titoli rimasti in circolazione. La riunione dei vertici dell’azienda di Collecchio è durata tre ore, alla fine delle quali però non è emerso il prezzo ritenuto congruo dal Cda.Ciò che Bondi e co. ritengono opportuno è che il prezzo sia rivisto al rialzo, almeno vicino ai 2,80 euro pagati per quel primo 15,4 per cento acquistato ai fondi esteri nella prima fase dell’operazione messa in atto dai francesi. Questi ultimi non hanno comunque nessuna intenzione di spendere di più. L’Opa in partenza lunedì avrà dunque il prezzo di 2,60 euro per azione. Anche perché il giudizio del Cda di Parmalat è soltanto un parere e non può obbligare Lactalis a dare di più.L’obiettivo dei francesi è di chiudere l’offerta almeno col 55% del capitale in modo di centrare una delle condizioni d’efficacia dell’operazione. E se raggiungessero soltanto questa soglia, per Lactalis sarebbe certa la conquista della maggioranza assoluta del gruppo di Collecchio. E sarebbe limitato a un solo miliardo di euro l’intervento delle banche (anziché 3,4, nell’ipotetico caso di adesione totalitaria).Più che per il monito ai francesi, la riunione del Cda di ieri verrà ricordata piuttosto come l’ultima, con tutta probabilità, presieduta dall’ad Enrico Bondi.

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