Il premier Enrico Letta nell’Emilia terremotata


BOLOGNA, 30 MAG. 2013 – Giornata emiliana per il premier Enrico Letta, che ha voluto essere presente sui luoghi colpiti dal terremoto a un anno dalle scosse. Prima di recarsi in visita alla Menù e alla Sorin, due delle aziende più danneggiate nella bassa modenese, il presidente del Consiglio ha incontrato in Regione a Bologna le istituzioni e le rappresentanze economiche, sociali e del volontariato. C’era anche il Tavolo Regionale dell’Imprenditoria dell’Emilia Romagna, che conta 340.000 imprese e oltre 845.000 addetti.“Gli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 – ha dichiarato il coordinatore del Tavolo Massimo Coccia – hanno rappresentato per l’Emilia Romagna un forte trauma che farà sentire le sue conseguenze per molto tempo, aggravando le difficoltà di un territorio oggi fortemente provato anche dal perdurare della pesante crisi economica. Nessun terremoto prima di allora aveva mai colpito un’area così densamente popolata da imprese, soprattutto piccole e medie”. “Da un lato – ha proseguito Coccia – le popolazioni colpite non hanno atteso aiuti esterni per rimuovere le macerie e riprendere le attività e dall’altro lato è stato possibile apprezzare la presenza di Istituzioni autorevoli ed il buon funzionamento di un sistema di governance territoriale che fa perno sulla Regione, in cui un ruolo importante è ricoperto dalle associazioni di rappresentanza. Da questo sistema è scaturita una originale – seppur complessa – architettura normativa che ha consentito di avviare la ricostruzione in tempi relativamente brevi”. “Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare per sollecitare ed accompagnare la ricostruzione sino al ripristino della piena capacità produttiva – ha affermato Coccia”.In particolare appare necessario estendere a tutto il 2013 la copertura del prestito per il pagamento dei tributi, contributi e premi assicurativi obbligatori; sospendere gli studi di settore e gli altri strumenti di accertamento induttivo per le imprese colpite per tutta la durata dello stato d’emergenza; ampliare alle imprese agricole ed a quelle artigiane senza dipendenti la platea dei beneficiari dei contributi sulle spese sostenute per la messa in sicurezza dei fabbricati destinati ad attività produttive. Risulta inoltre indispensabile prorogare la verifica di sicurezza degli immobili a uso produttivo non danneggiati ed integrare le mappe dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; garantire una maggiore efficienza e tempestività da parte delle Amministrazioni competenti nel rispondere alle domande di iscrizione alle white list presentate dalle imprese che intendono proporsi per i lavori di ricostruzione; prevedere la deroga dal Patto di Stabilità interno per i Comuni colpiti dal sisma; garantire il rispetto dei tempi di pagamento della Pubblica amministrazione. Infine occorre promuovere ed approvare una legge nazionale sulle calamità e lo stato di emergenza; prorogare la scadenza per l’accatastamento dei fabbricati rurali (Legge 213/2012) e la normativa che consente la detrazione fiscale del 50% sulle ristrutturazioni edilizie ed estendere agli interventi di miglioramento sismico la detrazione fiscale del 55% prevista per quelli di riqualificazione energetica”. “Considerando che nell’area del cratere si produce l’1,8-2,0% del PIL nazionale – ha concluso il coordinatore del Tavolo Regionale dell’Imprenditoria – confidiamo nella sensibilità del Presidente del Consiglio e nella lungimiranza del Governo, perché sostenere i territori colpiti dal sisma significa aiutare l’intero Paese”.

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