Il Po in balia della marea nera


25 FEB. 2010 – L’onda nera prosegue il suo cammino. Il prefetto Piacenza Luigi Viana ha definito stamattina una "situazione in evoluzione" quella riguardante la macchia di petrolio che dal fiume Lambro ieri si è riversata nel tratto piacentino del Po, dopo l’ingente sversamento dai depositi della Lombarda Petroli di Villasanta. "Le panne galleggianti utilizzate ieri – ha aggiunto – sono risultate solo parzialmente efficaci, perché la forte corrente le portava via. Oggi si ripiegherà su barriere rigide". Non è stato ancora deciso dove queste barriere rigide saranno posizionate, ma è probabile che vengano sistemate allo sbarramento di Isola Serafini. Queste barriere hanno il compito di convogliare il materiale oleoso in aree dove poi viene aspirato da ‘oil skimmers’, strumentazioni che hanno proprio il compito di filtrare l’acqua dal materiale oleoso. Nelle prossime ore – ha detto ancora il Prefetto – dovranno essere valutati anche i danni all’ecosistema fluviale.Nel frattempo, la grande chiazza oleosa ha raggiunto la provincia di Parma toccando nel suo passaggio i comuni di Polesine Parmense, Zibello, Sissa, Colorno e Mezzani, paese, quest’ultimo al confine con Reggio Emilia. Sono due i punti nei quali l’onda nera formata da idrocarburi potrebbe ristagnare, Boretto e Gualtieri. In via precauzionale il prefetto di Reggio, Antonella De Miro, ha convocato questa mattina una riunione per mettere a punto eventuali azioni di contenimento. Ma è dalle 20 di ieri sera che il Po continua a trasportare lungo il tratto piacentino di fiume ingenti quantità di liquido oleoso, che va ad impattarsi sui 400 metri dello sbarramento di Isola Serafini, dove si trova la centrale Enel Green Power, per una profondità che va dai cinque ai dieci metri e uno spessore dai 10 ai 15 centimetri. Le chiazze di petrolio si vanno addensando, ma al momento – ha reso noto in tarda mattinata Enel Green Power – lo sbarramento sta trattenendo il liquido. Sull’impianto uomini di Enel Green Power continuano comunque a sorvegliare la situazione, coordinati da Giovanni Rocchi, responsabile del Nucleo idroelettrico di Parma.Enel Green Power ha informato di aver costituito da ieri sera una task force operativa alla centrale idroelettrica di Isola Serafini, dove nella tarda mattinata di oggi lo sbarramento sta trattenendo il liquido insieme a legni oleosi e altri detriti. La task force di Enel Green Power sorveglia la situazione e opera in stretto contatto con le istituzioni e la Protezione civile. Un’altra task force che mette in rete le imprese agricole presenti in modo capillare lungo il Po è stata messa in piedi dalla Coldiretti per fronteggiare l’emergenza. L’obiettivo è tenere sotto controllo lo stato dell’inquinamento, verificare il rispetto del divieto di utilizzare acqua, attuare interventi di prevenzione e segnalare le situazioni di rischio alle autorità competenti lungo il Grande Fiume e il Lambro. In quest’area – precisa la Coldiretti – si forma infatti il 40 per cento del prodotto interno lordo, il 37 per cento dell’industria nazionale, che sostiene il 46 per cento dei posti di lavoro e il 35 per cento della produzione agricola. L’emergenza, sottolinea l’organizzazione, "mette in pericolo un intero ecosistema di interesse agricolo, dove si coltiva ed alleva un terzo del Made in Italy alimentare". Nel bacino del fiume Po vive una popolazione di circa 16 milioni di abitanti. Si tratta del bacino idrografico più grande d’Italia con una superficie che si estende per oltre 71.000 chilometri quadrati, un quarto dell’intero territorio nazionale, interessando 3.200 comuni e sei regioni: oltre all’Emilia-Romagna, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Liguria e la Provincia Autonoma di Trento. E visto che la nostra Regione risulta in questa fase la più colpita, già da ieri Errani ha chiesto lo stato di emergenza.In un’intervista a Radio Capital, il direttore del Servizio Idrometeorologico di Arpa Carlo Cacciamani ha detto che la macchia di gasolio dovrebbe arrivare nel ferrarese, verso Pontelagoscuro, nella giornata di sabato in tarda mattinata o nel primissimo pomeriggio. "Dopo – ha aggiunto – ci aspettiamo che possa arrivare in mare, quindi ci stiamo preoccupando adesso, con tre giorni d’anticipo, di avere una percezione di quello che potrà essere lo stato del mare e dei venti nelle giornate di sabato e domenica". A Pontelagoscuro si sono già attivati anche i tecnici di Hera, che presidiano la centrale di potabilizzazione di fronte alla quale potrebbe transitare il materiale riversatosi nel Lambro. Sono stati inoltre intensificati i controlli dell’acqua prelevata dal fiume, che vengono attuati, con elevata frequenza, a ciclo continuo 24 ore su 24. Nel caso venisse rilevata qualche anomalia – sootolinea Hera – si provvederà a interrompere immediatamente il prelievo dall’alveo del fiume e si ricorrerà all’invaso dei bacini di lagunaggio posti all’interno dell’impianto di potabilizzazione. I bacini, che sono stati portati al livello massimo della capacità di accumulo, consentono di mantenere l’ erogazione dell’acqua a pressione normale o leggermente variata per alcuni giorni, con autonomia di prelievo dal Po.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet